L'ultimo tradimento dell'ex forzista Andrea Causin. Roba da matti: con chi si ricandida, ora è tutto chiaro

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Piccoli Ciampolilli crescono. Anche nel centrodestra. O nei dintorni. Da giorni stiamo dedicando pagine e pagine al "cittadino" Lello, senatore pugliese eletto con i Cinquestelle, cacciato per insolvenza, e infine sostenitore, ai tempi supplementari, del governo Conte. Ma che dire di Andrea Causin? È un altro personaggio che non va assolutamente sottovalutato. Ieri, per esempio, il Corriere del Veneto gli ha dedicato un bel ritrattone. Nel quale egli stesso ammette, non senza auto-ironia, di essere perculato anche tra le pareti domestiche. Dalla moglie: «Mi ha detto sorridendo: "Certo che essere riuscito con un solo voto a salvare il governo in un momento così difficile per il Paese e ad evitare elezioni che lo avrebbero consegnato ai fascio-leghisti è un bel risultato per uno mediocre come te». Mediocre. Quanta severità. Invece Causin ha un dono. Un'attitudine speciale. In pochi anni è riuscito a cambiare mille partiti, passando da sinistra a destra.     E ritorno. Tipo pendolo. È stato nella Margherita, nel Pd, poi ha aderito a Scelta Civica, folgorato da Mario Monti, poi ancora ha scelto Forza Italia. Infine è arrivato un nuovo innamoramento, recentissimo, per Giuseppe Conte. «Dietro la nostra scelta non c'è Berlusconi, assolutamente no...». Il neo "responsabile", il senatore Andrea Causin, assicura all'Adnkronos che non c'è lo zampino del Cavaliere dietro il suo sì al governo Conte. L'ex azzurro è sicuro di poter parlare anche per la sua collega Maria Rosaria Rossi, considerata una delle fedelissime del Cav. Il suo, per l'avvocato, è un sentimento puro, non indotto da altri. «È stata una scelta sofferta e dolorosa, meditata e consapevole», giura Causin che precisa: «Nessuna ripicca personale e avallo da parte della leadership di Forza Italia, semplicemente abbiamo fatto una scelta consapevole e strettamente personale». «NESSUN TRADIMENTO»
Causin rifiuta l'etichetta di voltagabbana e respinge al mittente le accuse di tradimento mosse da alcuni parlamentari di Fi: «Spesso capita che i parlamentari di lungo corso cambino partito, che passino con altre forze politiche cessate prima che finisse la loro attività politica. Allora la maggior parte dei senatori e deputati sarebbero tutti contagiati dal nomadismo politico? Basta con queste accuse. Vogliamo dire pure che uno sbaglia a tifare Juve perché ha i capelli azzurri? Di che parliamo...». «Io e la Rossi», assicura, «abbiamo preso questa decisione secondo scienza e coscienza. Secondo scienza, perché avevamo ben chiara la situazione di difficoltà di fronte a una crisi al buio, e secondo coscienza perché dentro Forza Italia l'unico fatto positivo è che fa ancora riferimento al Ppe, mentre di negativo c'è che fino a tre mesi fa il partito azzurro era al traino di Salvini e Meloni e ora, da tre mesi a questa parte, è al traino di Meloni e Salvini...». Poi il senatore passa ad analizzare il quadro politico: «C'è una percentuale molto alta che si vada al voto... Visto che tutti gli incastri possibili sono stati tentati, è plausibile che si possa precipitare verso le elezioni», ribadisce l'ex esponente azzurro, che parla anche di un «congelamento» per ora di tutte le trattative per un nuovo gruppo parlamentare a sostegno del premier. Questo stallo, però, non significa che tutto sia saltato, ma meglio «stare fermi adesso» e vedere come si evolverà il quadro politico nei prossimi giorni. «Comunque - assicura - se si va al voto, questo progetto della Lista Conte, di un soggetto politico, che possa interessare un'area liberal-cattolica. democratica, socialista e riformista, resta assolutamente in piedi».



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