• MERCOLEDÌ 23 SETTEMBRE 2020 - S. Tecla vergine martire

"L'ultima idea del menga". Disastro-Azzolina: dove vuole portare i ragazzi a fare lezione, andiamo bene

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 A settembre si torna a scuola ma non in classe: alcuni studenti potrebbero andare in albergo. Le camere d'hotel trasformate in aule scolastiche. Via letti, lampade e comodini, dentro i banchi (con le rotelle). Via i quadri d'autore dalle pareti, dentro le cartine geografiche. Sulle porte, al posto del numero di camera, il nome della classe. Qualche allievo potrebbe finire nei meno formali bed and breakfast e ritrovarsi a far di conto sui tavoli che un tempo gli ospiti riempivano di frutta e leccornie per deliziare i palati dei turisti. Cronache da un Paese allo sbando che dibatte da mesi sulla riapertura delle scuole e ora, con settembre alle porte, non dà risposte chiare sui luoghi e i modi in cui sarà garantito il diritto all'istruzione. I genitori vivono nell'attesa di conoscere il futuro dei propri figli ma anche - aspetto non secondario - di capire come organizzarsi con il lavoro. A che ora i bambini entreranno in classe? Quale sarà la loro aula? E dove? C'è una data che occhieggia dai calendari e fa paura più della scadenza di una cartella esattoriale: il 14 settembre.     Ieri il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina ha cambiato idea e, dopo le polemiche con la Lombardia che aveva chiesto di anticipare l'inizio delle materne al 7 di settembre, ha detto che sì, le Regioni possono farlo. Per il resto la riapertura delle scuole è avvolta nel mistero. I presidi sono in allarme perché per rispettare i protocolli della Azzolina hanno bisogno di spazi. Mancano ventimila aule, soprattutto nelle grandi città come Roma. L'associazione nazionale presidi stima che quattrocentomila alunni dovranno fare lezione nei luoghi alternativi. Ecco allora che prontamente risponde l'Anci, (l'Associazione nazione dei comuni italiani): propone di allestire le aule nei cinema, nei centri congressi, negli hotel e perfino negli appartamenti vuoti dei privati. «Compatibilmente con le risorse disponibili, prevediamo presto la pubblicazione di avvisi pubblici in diversi Comuni, per il reperimento di spazi alternativi», dice Cristina Giachi, responsabile Scuola dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci). «Laddove sarà necessario, oltre a musei, cinema e centri congressi, potrebbero partecipare anche hotel, bed & breakfast e perfino appartamenti singoli, purché le strutture rispettino i requisiti di capienza e sicurezza». Il decreto agosto ha previsto un altro miliardo tra il 2020 e il 2021 per garantire l'inizio della scuola in sicurezza: parte di questi soldi saranno spesi per affittare gli spazi da trasformare in aule. Eppure la comunità scientifica da tempo ripete che nei bambini il rischio contagio è minimo. Proprio ieri su Libero il professor Giuseppe Remuzzi, uno degli scienziati italiani più conosciuti nel mondo, direttore dell'istituto Mario Negri, in un'intervista al direttore Pietro Senaldi ha detto che chiudere le scuole nel momento del picco della pandemia è stata una scelta giusta ma che si sarebbero potute riaprire già a giugno. Ha spiegato: «I bambini hanno una carica virale alta nel naso e in gola ma di solito non si ammalano e non è ancora chiaro se sappiano contagiare. Questo vale almeno per l'asilo e per tutte le elementari. Ma molti sostengono che sia così fino ai 14-15 anni. D'altronde, non si sono registrati focolai nelle scuole primarie». Invece di impelagarsi in soluzioni a tratti ridicole come i banchi con le rotelle (con il conseguente dispendio di denaro) o pensare di dislocare i bambini nelle camere d'albergo o nei cinema, il ministro Azzolina avrebbe potuto affidarsi a scienziati che, come Remuzzi, sono favorevoli alla riapertura delle scuole magari con qualche accortezza in più, ma senza trasformare l'inizio delle lezioni in una lotteria (Tu, Carlo Rossi, classe III A, vai in albergo tal del tali, stanza numero 250.... E tu, Stefano Bianchi, II F, finisci nella camera 3 del bed&breakfast). All'estero venti Paesi hanno già riaperto le scuole ai primi di giugno. La Svezia non le ha mai chiuse. Noi le riapriremo dopo più di sette mesi di fermo totale. A settembre i nostri figli andranno forse in classe, forse in hotel, forse in un museo, nell'appartamento del vicino o chissà dove diavolo li spediranno. Speriamo, nel frattempo, non siano diventati somari. 



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