• MERCOLEDÌ 27 MAGGIO 2020 - S. Agostino v. di Canterbury

"La giustizia italiana cade a pezzi". Salvini, altra prova del fallimento di Bonafede: chi si dimette dal Dap (dopo soli tre mesi)

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“Fra intercettazioni, dimissioni e scarcerazioni, la giustizia italiana cade a pezzi”. Così Matteo Salvini ha commentato l'ultima notizia che riguarda il Dap, interessato ancora da dimissioni: stavolta a lasciare è stato Giulio Romano, il direttore generale dei detenuti. Un'altra grana per il ministero della Giustizia, dove Alfonso Bonafede continua ad operare solo grazie al salvataggio squisitamente politico operato da Matteo Renzi. Non sono stati resi noti i motivi delle dimissioni, che fanno molto rumore dato che Romano si era insediato al Dap appena tre mesi fa: proveniva dalla Corte di Cassazione, dove rivestiva l'incarico di sostituto procuratore generale, ed era stato anche magistrato di sorveglianza. Le sue dimissioni sono sicuramente da ricondurre alla disastrosa gestione delle scarcerazioni dei boss mafiosi e, prima ancora, alla circolare che invitava i direttori delle carceri a segnalare alla magistratura di sorveglianza i detenuti ultra settantenni a rischio contagio.     



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