• LUNEDÌ 3 AGOSTO 2020 - S. Pietro vesc. di Anagni

La frase inventata, vergogna contro Fontana: fino a dove si spingono per attaccarlo

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 Con Attilio Fontana ormai vale tutto. Il governatore da ormai una settimana è la vittima di uno schiaffo del soldato collettivo, organizzato dalla maggioranza giallorossa e tenuto in piedi da un profluvio di indiscrezioni in uscita dalla Procura di Milano che rimbalzano sui principali quotidiani nazionali. E nel flusso di notizie spunta anche un robusto numero di balle, di cui nessuno pare preoccuparsi. QUALCHE ESEMPIO Per fare qualche esempio, il gruppo dei deputati Pd nelle scorse ore è arrivato a diffondere sui social una frase del governatore, storpiata cancellando apposta una parola, per far passare Attilio per un fan dell'evasione fiscale. «Gravissimo che Fontana abbia detto che "negli anni '80 andava di moda aver conti in Svizzera"», scrivono i dem.   Il politico leghista in realtà ha detto "purtroppo negli anni 80 andava di moda", condannando così eventuali illeciti commessi dai suoi genitori, di cui ha ereditato i soldi. Sul Messaggero invece ieri abbiamo letto che la magistratura indaga per capire come mai i famosi camici del cognato siano stati venduti a 6 euro e non a 1.9. In realtà basta leggere i bandi di quei giorni per scoprire che in effetti l'azienda di Dini è quella che ha fatto il prezzo migliore tra le tante che hanno fornito materiale a Regione Lombardia. La giunta pagava fino a 11.5 euro al pezzo, per un numero di pezzi molto maggiore. E poi, forse è utile ricordarlo, Dini non ha mai ricevuto un centesimo. Intanto il grillino Dino Giarrusso chiama apertamente il presidente lombardo «ladro», anche se in effetti in questa vicenda Fontana è indagato per aver cercato di regalare soldi, non certo il contrario. Ma tanto, come dicevamo, ormai vale tutto. I CAMICI
Interessante anche la posizione dell'aspirante candidata del centrosinistra sindaco di Bologna Cathy La Torre, la quale pretende che il governatore si dimetta subito perché la Finanza ha trovato nei magazzini del cognato i 26mila camici invenduti, spacciandoli per una presunta refurtiva. In realtà è la prova che il signor Dini in questa vicenda ha solo perso soldi e non ha venduto nulla, al contrario di quanto si potrebbe dedurre leggendo quel che si scrive su questa vicenda. Per non parlare poi della faccenda dell'audio diffuso dal Corriere della Sera che - secondo l'interpretazione data da chi l'ha pubblicato - dimostrerebbe che Regione Lombardia se l'è presa calma nel chiedere la creazione della zona rossa di Nembro e Alzano. Nella registrazione si riconoscono subito le voci di Fontana e Gallera: i due chiedono al ministro Speranza di bloccare le città. E il politico di Leu risponde «vado a Roma e vediamo». In fin dei conti è stato lo stesso Giuseppe Conte che di fronte ai magistrati ha ammesso che quella di non chiudere la Val Seriana è stata una sua decisione politica.   IL PARALLELO
D'altra parte il clamore suscitato dalla vicenda di Fontana risulta esagerato, se paragonato ad altre storie. Per esempio, bisogna andare superare pagina 40 e inoltrarsi nell'edizione di Bari di Repubblica per scoprire che anche il governatore pugliese Michele Emiliano è in effetti ancora indagato per presunti illeciti nei finanziamenti della campagna per le primarie Pd del 2017. Un bel pasticcio. Però in questo caso la parola d'ordine è "garantismo". La stessa utilizzata quando è toccato a Vincenzo De Luca veder piovere avvisi di garanzia sulla sua giunta per un'inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti in Campania che ha colpito il suo braccio destro. Ma anche lì, ci mancherebbe, bisogna aspettare il terzo grado di giudizio. Di Nicola Zingaretti si sa qualcosa in più, per esempio che è inquisito dalla Corte dei Conti per aver arrecato un danno erariale da novanta milioni di euro. Fontana cerca di regalare 250mila euro: caos sui giornali. Zingaretti brucia 90 milioni. Tutto regolare. Perfino Bonaccini a suo tempo ha avuto qualche piccolo guaio con la giustizia: è stato indagato e ne è uscito indenne. E se capitasse anche a Fontana di uscirne immacolato? Resteranno le macchie di fango. Ma nessuno, ne siamo certi, si scuserà. 



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