• VENERDÌ 30 OTTOBRE 2020 - S. Massimo martire

"Il post-scriptum che lo conferma". Retroscena: terrore nel M5s per il piano-Di Battista, obiettivo? Crisi di governo

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Alessandro Di Battista torna in scena e si è messo in testa di far cadere il governo. E così che ha deciso di andare in Puglia per attaccare il governatore Michele Emiliano, la cui candidatura non è stata sostenuta dal M5s. Lo scrive  il quotidiano La Stampa in un retroscena: "Appena fa capolino Alessandro Di Battista, nel M5S si scatena il panico. E' bastato un post scriptum all'annuncio che oggi sarebbe stato in piazza a Bari, a sostegno della candidata governatrice del M5S Antonella Larrichia: "La Commissione Antimafia ha appena pubblicato la lista dei candidati impresentabili delle prossime elezioni regionali. In Puglia gli impresentabili sono tre e due corrono nelle liste di Emiliano".  La decisione di Di Battista di recarsi in Puglia aveva creato non poca apprensione tra gli stessi grillini. Con "la vicepresidente del Senato Paola Taverna e il capo politico reggente Vito Crimi, 'Vuole far cadere il governo, è evidente' 'Perché non attacca Fitto?, sono alcuni messaggi che trapelano dalle conversazioni"  
La Puglia è  "il grande paradosso del M5S di lotta e di governo" (...) Di Battista che stasera (venerdì 18 settembre) sul palco sarà affiancato dalla pugliese Barbara Lezzi, altra irriducibile, ex ministra con i gialloverdi, silurata da Luigi Di Maio e sempre in aperta ostilità verso questo governo".  Di Battista punta il dito contro 13 candidati nei guai con la giustizia, ma, scrive sempre La Stampa "va detto che in Puglia gli impresentabili - termine più giornalistico-politico che giuridico - sono effettivamente nelle liste a sostegno di Emiliano e non in quelle di Fitto. Si tratta di Silvana Albani, imputata dei reati di falsa perizia e corruzione in atti giudiziari, aggravati dal fine di agevolare l'attività delle associazioni mafiose; e di Vincenzo Gelardi, imputato a Napoli di vari reati di trasferimento fraudolento di valori aggravati dal fine di agevolare l'attività delle associazioni mafiose".



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