• LUNEDÌ 13 LUGLIO 2020 - S. Enrico imperatore 'Il pio'

George Soros all’Ue: il debito per funzionare non deve essere ripagato

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ritratto di george soros
George Soros (Foto: Win McNamee – Getty Images)
Articolo di David Dawkins apparso su Forbes.com Il miliardario George Soros, oltre ad essere uno dei più grandi sostenitori dell’Unione europea – che ieri ha presentato ufficialmente il progetto del recovery fund da 750 miliardi di euro – è anche uno di quelli che più la condanna in pubblico. La sua ultima idea per rispondere alla minaccia che sta affrontando l’unione economica europea e al danno economico causato dalla pandemia di coronavirus, è una: quella del debito per sempre. Queste obbligazioni perpetue – anche conosciute come “titoli del debito pubblico consolidato” – sono strumenti già noti dalle guerre napoleoniche del Regno Unito e oggi sono “impacchettate” sotto forma di trilioni di dollari in cui l’importo del capitale non viene mai rimborsato e quindi, secondo George Soros, “sono dovuti solo i pagamenti degli interessi annuali“. Inoltre, Soros, in cerca di pubblicità, ha recentemente inviato ai giornalisti diverse domande e risposte. Tra l’altro a fare le domande era il suo staff, non un giornalista (il quotidiano olandese De Telegraaf ne ha pubblicate parte.) In questo “report”, George Soros mette in guardia dalla minaccia del coronavirus e si focalizza su un aspetto ben preciso: la “sopravvivenza della nostra civiltà”. E proprio la sopravvivenza è tutto. La sconfitta di Napoleone diede alla Gran Bretagna il potere e la ricchezza della supremazia navale negli anni successivi. Oggi non esiste semplicemente un simile vantaggio per Bruxelles. In effetti, l’Unione europea, aggiunge, è particolarmente vulnerabile perché si basa sullo “stato di diritto” e sulle “ruote della giustizia” che ammette girano “proverbialmente lentamente”. Al contrario, aggiunge, “il coronavirus si muove molto velocemente e in modi imprevedibili”. Forse più prevedibile è la necessità dell’Europa di ripagare il dolore e usare le armi attuali che ha nel suo arsenale. In questo caso 750 miliardi di euro di stimolo fiscale, portando la potenza di fuoco finanziaria totale del bilancio dell’Ue a oltre 1.850 miliardi di euro. Nell’annuncio di ieri, la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha descritto il recovery fund come un “momento dell’Europa”, aggiungendo: “La nostra volontà di agire deve essere all’altezza delle sfide che tutti affrontiamo”.

George Soros e il pensiero europeo

Non è sempre chiaro ai lettori statunitensi perché un finanziere che ha ottenuto l’infamia globale nel 1992 come “l’uomo che ha mandato in fallimento la Banca d’Inghilterra” dopo aver mandato in cortocircuito la sterlina quando il Regno Unito aveva deciso di allontanarsi dal controverso meccanismo di cambio europeo, è così investito della continuità europea. Nel febbraio 2019 George Soros ha scritto un pezzo d’opinione per il Guardian, affermando che “l’Europa sta sonnecchiando nell’oblio e la sua gente ha bisogno di svegliarsi prima che sia troppo tardi.” In caso contrario, aveva aggiunto, “l’Unione europea seguirà la strada dell’Unione Sovietica nel 1991. Né i nostri leader, né i cittadini sembrano capire che stiamo vivendo un momento rivoluzionario, che la gamma di possibilità è molto ampia e che il risultato finale è quindi altamente incerto.” In effetti, nella fase avanzata della sua carriera – Soros ha 89 anni – sta diventando quasi inseparabile da quello che ha descritto come “il progetto più importante della mia vita”. L’anno scorso, in un discorso al World Economic Forum di Davos (in Svizzera), George Soros ha promesso 1 miliardo di dollari per finanziare una nuova rete universitaria per affrontare la diffusione del nazionalismo, cogliendo l’occasione per lanciare una bordata contro Donald Trump, definendo il presidente degli Stati Uniti “un truffatore” e “l’ultimo narcisista “. Alla fine ha anche ammesso la sconfitta nella battaglia per mantenere il Regno Unito nell’Unione europea, visto che aveva donato 500milla dollari a un gruppo sfavorevole alla Brexit nel 2018. Nel report di domande e risposte, l’attenzione di Soros si è chiaramente spostata dal Regno Unito all’Italia. Parlando della Brexit con espressioni quali “inutile piangere per il latte versato”, ora è “particolarmente preoccupato” su come impedire ad altri paesi di seguire il Regno Unito fuori dall’Unione Europea. Chiedendo: “Cosa sarebbe rimasto dell’Europa senza l’Italia? L’Italia era il paese più filo-europeo. Gli italiani si fidavano dell’Europa più dei loro stessi governi, e con buone ragioni”, alludendo al collega miliardario Silvio Berlusconi. George Soros è diventato il miliardario esperto nel definire i problemi dell’Europa. La sua capacità di presentare soluzioni però è meno convincente. I miliardari spesso offrono soluzioni con debito di dimensioni miliardarie a problemi ordinari. Alla fine delle domande gli viene chiesto: “Sembra molto pessimista”. Soros risponde: “Niente affatto”. “Finché riesco a trovare idee come i bond perpetui”, dice, conferendosi il merito per un’idea vecchia di più di un secolo, “non smetto di sperare”. L’articolo George Soros all’Ue: il debito per funzionare non deve essere ripagato è tratto da Forbes Italia.



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