• MERCOLEDÌ 12 AGOSTO 2020 - S. Eusebio vescovo

Carcere di Benevento, prima un tentato suicidio in cella e poi una nuova aggressione agli agenti penitenziari

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Ancora tensioni alla casa circondariale di Benevento, dove lo scorso giovedì si sono verificati un tentato suicidio e una nuova aggressione ai danni della Polizia Penitenziaria. A comunicarlo con una nota stampa sono le sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil, Sinappe e Ugl.

In mattinata un detenuto del Reparto Giudiziario ha provato ad impiccarsi nella sua cella. Solo l'attenzione, l'esperienza e la rapidità d'intervento di un assistente capo, intervenuto immediatamente, ha impedito che l'uomo potesse compiere l'insano gesto. Successivamente l'agente, a causa della concitazione e dello sforzo sostenuto, si è sentito male ed è stato trasportato in ospedale per ulteriori accertamenti.

Nel pomeriggio dello stesso giorno, per ragioni ancora da chiarire e forse legate a dissidi personali con altri reclusi, un altro ospite della Casa Circondariale ha tentato di autolesionarsi ingerendo del disinfettante per pavimenti. Prontamente soccorso dal personale in servizio, non ha indugiato a scagliarsi con violenza contro chi era accorso per aiutarlo colpendo un assistente che voleva semplicemente impedirgli di ingurgitare la sostanza tossica.

Condotto in infermeria per le prime cure del caso, il detenuto ha pensato bene di assalire altri poliziotti. Il bilancio è di due guardie ferite con prognosi che vanno da 4 e 6 giorni. Successivamente il detenuto ha tentato nuovamente e per ben due volte di ingerire detergenti per pavimenti ed è stato necessario condurlo due volte all'ospedale “Rummo” di Benevento dato il suo primo rifiuto delle cure.

IL COMMENTO DEI SINDACATI - “Cronache di un caos ampiamente annunciato - tuonano i sindacati - quando in tempi non sospetti, facendoci portavoce del disagio del personale, sollevammo più volte la questione sicurezza manifestando anche pubblicamente in piazza il nostro disappunto chiedendo a gran voce equilibrio tra attività di ogni genere e sicurezza sul lavoro, fummo immediatamente zittiti e tacciati per faziosi, bugiardi se non peggio...e su tutto calò un velo di omertoso silenzio.

Casi sporadici ed isolati, fu detto, normali incidenti di percorso, cose che capitano. Come negare oggi l'evidenza? Come non ammettere lo stato delle cose? Ma soprattutto - concludono i sindacati - come non ammettere che un certo eccessivo permissivismo frutto forse di personalistiche visioni ed intendimenti e il crescente senso d'impunità, siano alla base di tanta bieca spavalderia?”.



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