• MERCOLEDÌ 18 MAGGIO 2022 - S. Felice da Cantalice

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Liti per l'eredità, strage in famiglia a Licata

(Adnkronos) - (dall'inviata Elvira Terranova) - Aveva pianificato tutto, fin nei minimi particolari, Angelo Tardino, imprenditore agricolo di Licata di 48 anni. Alle sei di questa mattina è uscito di casa, ma invece di andare in campagna a coltivare i suoi terreni, si è precipitato a casa del fratello Diego, 44 anni, in contrada Safarello. Da tempo i due non abitavano più nella stessa palazzina, a causa dei continui dissidi per la divisione di alcuni terreni coltivati, di un pozzo. Addosso, Angelo Tardino, aveva almeno due armi, una calibro nove e un revolver. Tutte regolarmente detenute. Suona al cancello e Diego gli apre. La discussione si anima. Antonio inizia a sparare e lo colpisce, una, due, tre volte. Diego stramazza al suolo, senza vita. Angelo Tardino entra in casa e inizia a cercare, stanza per stanza, la moglie e i figli del fratello. La prima a cadere sotto i suoi colpi, almeno quattro, è Alessandra Ballacchino, la moglie di Diego Tardino. Poi tocca ad Alessia Tardino, di 15 anni, che oggi avrebbe dovuto fare la versione di greco al liceo Linares. Infine, l'ultimo colpo è stato destinato al più piccolo della famiglia, Vincenzino, di appena 11 anni. Verrà trovato, solo molte ore dopo, sotto il letto, avvolto nella coperta. Ha scaricato sulla famiglia tutti i sedici colpi di pistola.
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