• GIOVEDÌ 16 LUGLIO 2020 - B. Vergine del Carmelo

Take That la reunion è in streaming: la recensione

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RIVIVI LA REUNION DEI TAKE THAT Pochi minuti dopo le 21 il sogno si avvera. Le thatters sono alle transenne e la band si prepara a riapparire sul palco. Ecco questo è proprio un sogno, quello che non è un sogno ma fa sognare è la reunion virtuale dei Take That. I primi ad apparire sono Mark Owen, Gary Barlow e Howard Donald che dopo qualche battuta iniziano la musica senza Robbie Williams. Gary Barlow ha un look signorile, Mark Owen ha una camicia hawaiiana con un cappello da cowboy mentre Howard Donald siede a terra su un cuscino con le gambe incrociate quasi fosse stato interrotto durante la meditazione quotidiana. Ci sono stelle filanti e allegria, si parte con Greatest day e Shine. Si ironizza sul ritardo di Robbie che poi appare con un vassoio colmo di tazze fumanti e, quasi ci fosse il teletrasporto, eccoli tutti con in mano una tazza con l'immagine di Williams. Un sorriso, poi Barlow replica sfoggiando una tazza a sua immagine che sembra creata da Damien Hirst. Finalemente tutti insieme eseguono Back to Good. Chiacchierano, scherzano, Robbie viene invitato a impugnare la chitarra (alle sue spalle se ne vedono molte), lo a e appaiono tutti eleganti, con uno stile molto anni Novanta. La giacca animalier tendente al fucsia di Robbie è accecante. Arrivano The Flood e Pray. Sembra di essere in una discoteca ma prima dei celebrati Anni Novanta. Le stroboscopiche, le psichedeliche, movimenti da febbre del sabato sera. Siamo già al gran finale che mostra Howard Donald con un copricapo che pare di legno con rami che si intrecciano. Il brano di saluto (un addio? Un arrivederci?) è Never forget. La chiusra è con un montaggio con i fan che cantano con la band. Un omaggio bello, un atto di gratitudine verso chi li ama da sempre e ne digerisce le asperità caratteriali. Forse qualcuno si aspettava qualcosa di più...ma come ho detto all'inizio eravamo un sogno. E non di quelli che si spengono all'alba.



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