• GIOVEDÌ 29 OTTOBRE 2020 - S. Narciso vescovo

Padrenostro: tra biografia e formazione. L'intervista al regista Claudio Noce

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Un film pieno di emozioni, sfumature e suggestioni. Che parte da un fatto autobiografico per arrivare a toccare temi universali come l’amicizia, la crescita e l’amore tra un padre e un figlio. Con l’arrivo in sala di “Padrenostro” diretto da Claudio Noce e che ha regalato a Pierfrancesco Favino una meritata Coppa Volpi all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, è lo stesso regista che racconta alcuni passaggi di una pellicola così intima. “Il cuore del film nasce da un respiro decisamente autobiografico, da una storia accaduta alla mia famiglia e a mio padre che era un responsabile dell’Antiterrorismo per l’Italia centrale e che subì un attentato (per fortuna non mortale) da parte dei Nap. Mio fratello, prosegue Noce, che era in casa con mia madre vide tutto dal balcone. Parto da quello sguardo di quel bambino a cui è stata sottratta l'infanzia per poi allargarmi e allontanarmi dalla storia per raccontare altro”. Molti infatti i livelli narrativi toccati dalla pellicola che, come dice lo stesso Noce: “aprendosi alla dimensione più favolistica legata all'amicizia diventa un film di formazione”.



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