• LUNEDÌ 24 GENNAIO 2022 - S. Feliciano vescovo

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Marco Mengoni alla ricerca di se stesso e delle sue radici nel nuovo album Materia (Terra)

Un luogo che respira. Questo è lo studio-rifugio milanese di Marco Mengoni. Poche stanze ma tanta storia e tanta musica. Ed è lì, in quella zona che va tra la stazione di Porta Genova e piazza Napoli che è nato Materia (Terra), il primo album di una trilogia che non ha ancora una forma definitiva ma ha una linea di pensiero ben definita. Marco, qui è nato Materia (Terra) e qui lo pre-ascoltiamo insieme. Non è stata una scelta casuale, qui ho fatto tutte le pre-produzioni con i miei musicisti storici con i quali suono da prima di X Factor (GUARDA LO SPECIALE), una riconquista della musica-materia. E' un album tutto suonato e l'ultima parte è affidata a produttori diversi selezionati con molta cura. C'è un forte senso del "nostos" nelle canzoni. Si parla di origini e radici, tutte le volte che mi perdevo bastava tornare a casa per ritrovare un centro, ritrovare il contatto con la materia, che è la terra. Mia mamma mi faceva ascoltare soul, gospel, blues e r’n’b e cose afro-americane. Già in Atlantico c'era tantissima ricerca e ora mi sento a casa ascoltando questo genere: non per nulla soul significa anima e mi sento molto legato a questo binomio. Le tue sonorità nascono in primis dentro. La musica mi ha fatto riflettere e superare momenti emotivi differenti. La ho filtrata con la mia corte, metabolizzata e portata fuori con questo disco dove racconto il motore che ogni mattina mi fa andare avanti ed è l’amore, il sentimento. Nel lockdown sono stato molto da solo e ho analizzato tutte le esperienze che mi sono venute in mente.
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