• SABATO 8 AGOSTO 2020 - S. Domenico di Guzman

L'omaggio di Toni Servillo a Brasile-Uruguay: il Maracanazo 70 anni fa

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70 anni fa, il 16 luglio 1950, allo stadio Maracanà di Rio de Janeiro andò in scena una partita di calcio travestita da spettacolo teatrale – oppure, uno spettacolo teatrale travestito da partita di calcio. È passato alla storia con il famigerato soprannome di “Maracanaço”, che in portoghese fonde il nome dell'impianto con la parola “fracaço”, disastro, sciagura. Fu la partita che costò al Brasile il primo titolo mondiale di calcio della sua vita, gettando l'intero Paese nello sconforto e nella depressione: un trionfo che sembrava già scritto, inevitabile, festeggiato in anticipo dai quasi 200mila spettatori presenti sugli spalti quel pomeriggio, e invece clamorosamente svanito due ore dopo per colpa della furbizia e del talento del piccolo Uruguay, la Nazionale celeste trascinata da tre fuoriclasse: i due attaccanti Schiaffino e Ghiggia, autori dei due gol del successo in rimonta per 2-1 (quando al Brasile bastava un pareggio per festeggiare), e il grande capitano e leader carismatico Obdulio Varela.



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