• GIOVEDÌ 9 LUGLIO 2020 - S. Veronica Giuliani

Fabiana Rosciglione affida i suoi ricordi più belli a Remembering

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In questo periodo di umanità complessa, dove la musica è diventata l'abbraccio della vita, c'è chi viaggia nel tempo con una cifra stilistica personale che rende pezzi epici ed epocali nuovi. Fabiana Rosciglione non interpreta, lei regala nuova vita a una canzone. E ha scelto pezzi complicati per il suo Remembering, da Besame Mucho a Perfidia, da O Que Sera a Isn't she lovely fino a Come Together. Fabiana come va? Vorrei fare la presentazione del disco anche con una formazione ristretta ma mantenendo le sonorità. Sto valutando con Enrico Solazzo, mio produttore e compagno. Lui ha ideato il disco. La scelta dei brani? E' stata dettata anche da un legame affettivo. Una scelta mirata, rappresentano la nostra crescita, mi piaceva l’idea di rivederli in questa chiave rivisitata rispettando però la bellezza originale del pezzo. Sono ascolti fatti tantissime volte. La scelta è legata all’idea di rivisitazione. Alcuni sarebbero intoccabili. Bisogna osare. Perfidia di Natalino Otto, un brano meraviglioso. Così come Comme D’Habitude di Claude Francois. Enrico ha unA conoscenza musicale infinita essendo produttore. Da dove arriva la tua passione per la musica? Sono nata in una famiglia di musica, anche mio padre Giorgio è un musicista, primo contrabbasso nell’orchestra della Rai. Mia madre da giovane cantava. E' una passione da sempre, cantavo da bambina. Poi ho iniziato a capire quanto la passione fosse forte. Ho due fratelli contrabassisti. In famiglia ti hanno assecondata? Mio padre non ha mai imposto però mi ha chiesto impegno. La voce va educata e curata. Ho scelto il jazz. Quando hai capito che la passione stava diventando un lavoro? Verso i 18 anni ho compreso che la mia vita era nel mondo della musica. E’ un mondo aleatorio, soprattutto in questo periodo. Chi fa questo lavoro affronta mille difficoltà e un senso di precarietà costante. Da un lato la odi, dall’altro ti fortifica. Perché sei rientrata dagli Stati Uniti vista anche la tua impronta jazz? Ho vissuto un anno a Los Angeles, è stata una bellissima esperienza. Un mondo diverso, ho ampliato le conoscenze. Qui non sarebbe possibile. Però siete tronati a Roma. Siamo italiani. Torniamo a Remembering. Era pronto da un po’, doveva uscire a gennaio, ci siamo fermati e abbiamo optato per il 29 maggio. Ho un rapporto col tempo contorto, non mi basta mai. Ora stiamo pensando a un qualcosa di acustico con brani inediti. Come ti eserciti? Cantando di tutto. Ma per lo più faccio esercizi per mantenere l’elasticità vocale. Scale, arpeggi, vocalismi. Concerto in sicurezza o aspettiamo una nuova normalità? Se capita di fare un live si fa con le dovute accortezze. Questo virus mi ha annichilito, io che sono molto attenta alla pulizia. L’idea di stare sul palco e non essere sciolta non mi alletta tanto ma potrebbe aiutarmi a liberami. Ciò detto tifo per una esibizione libera.



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