• GIOVEDÌ 24 SETTEMBRE 2020 - S. Pacifico da S. Severino

ROSEMARY’S BABY / Horror e thriller psicologico si fondono per dar vita ad un intreccio di storie surreali

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ROSEMARY'S BABY Un po’ “Jack lo Squartatore”, un po’ “ Dottor Faust”. La pellicola di Roman Polanski viene rivisitata in chiave 2.0. Ma il risultato è molto diverso dalla versione precedente. Gli elementi per risultare avvincente ci sono tutti: satanismo, stregoneria, cannibalismo, suicidi, patti col Diavolo. Ma sono mescolati in un unico calderone poco chiaro e poco efficiente. Gli eventi si susseguono lentamente nella prima parte e poi troppo in fretta. Dopo i primi due casi di morti sospette, gli altri diventano prevedibili. E Zoe Saldana, che avrebbe dovuto essere la stella del film, brilla poco senza dare un’interpretazione troppo convincente di Rosemary. La parte della stregoneria è solo accennata e la si coglie principalmente nell’ultima mezz’ora. Il patto di Guy con Satana sembra scontato sin dall’inizio, come il suo rapporto morboso con Roman. Inaspettato, invece, il legame intimo che ha con Margot, l’autrice di tutti gli avvenimenti accaduti nella vita della coppia. Come in ogni storia thriller che si rispetti c’è un commissario buono che cerca di ricollegare vecchi omicidi. E come in ogni storia horror che si rispetti c’è l’ombra del satanismo con insospettabili cannibali pronti ad agire. E c’è la presenza di prostitute sgozzate, donne misteriose e bambini. Tutto ruota attorno alla gravidanza di Rosemary. Ma l’asse portante del film, a dispetto del titolo, sembra essere la coppia Roman-Margot, il rapporto col Diavolo e le visioni continue di Rosemary tra sesso con Satana e rapporti omosessuali con Margot. Tutto espresso confusamente nei suoi sogni come a voler rappresentare i vari gironi dell’inferno dantesco. Prova non molto riuscita dei classici letterari medievali uniti alla regia contemporanea. E per concludere, un finale amaro. Dopo tutte le peripezie…..Rosemary accetta il bambino frutto dell’amore con il Diavolo. Accetta di entrare a far parte della setta di stregoni. Satana ha vinto. La rassegnazione domina sulla forza di scappare. Dopotutto, come dice Christopher Marlowe nel suo “ Dottor Faust”: “L’inferno non ha limiti e non è circoscritto In un unico luogo; perché dov'è l'inferno, lì noi sempre saremo".



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