• GIOVEDÌ 2 LUGLIO 2020 - S. Ottone vescovo

PHOTOGALLERY - Roma Pride, migliaia di persone al corteo per i diritti LGBT

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PHOTOGALLERY - Roma Pride, migliaia di persone al corteo per i diritti LGBTUn fiume di persone si è riversato per le strade della Capitale. Danze, colori e musica da Piazza della Repubblica a Piazza Venezia per far valere i propri diritti. Anche quest'anno l'Onda Pride si è svolto a Roma. Migliaia le persone che si sono radunate in Piazza della Repubblica nella Capitale. Colori, musica, danze, gioia sono gli ingredienti che hanno reso la manifestazione un momento di condivisione e solidarietà. Presenti in gran numero i cosiddetti LGBT (sigla utilizzata come termine collettivo per riferirsi a persone Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender), associazioni di genitori di omosessuali, ArciGay, associazioni di Gay cattolici, Amnesty International, ma anche molti eterosessuali per portare sotto i riflettori diritti calpestati troppo spesso con troppa facilità. In testa al corteo il sindaco di Roma Ignazio Marino, da sempre vicino alla causa, e il leader di SEL Nichi Vendola. Verso le 16.30 la partenza: da Piazza della Repubblica verso Piazza Venezia sotto gli occhi meravigliati di cittadini e turisti. A tracciare un bilancio della giornata è Andrea Maccarrone presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli: "E' il piu grande Roma Pride che potevamo fare, i Fori Imperiali sono bellissimi, per una manifestazione che rivendica i principi della democrazia, dell'antifascismo, mai attuale come oggi, e dell'antirazzismo. dignità a chi è venuto e a chi è rimasto a casa: donne, padri, migranti, travestiti, disoccupati, atei, cristiani, studenti, calciatrici, e tanti al Pride per la prima volta, tra famiglie e coppie d'amore omo e etero, con tanti sterosessuali qui con noi in piazza". E ancora: "L'idea da cui parte tutto ciò è che la diversità è l'unica condizione naturale degli esseri viventi, è ciò che davvero ci accomuna e ci rende orgogliosi delle nostre differenze, ogni singolo giorno dell'anno. Qui insieme al grido di Liberiamoci dal sessismo, dalla violenza di genere, dall'omofobia". "Siamo contro le etichette" era uno dei motti della giornata. E a pensarci bene, di fronte ad una manifestazione del genere, anche il referendum in Irlanda appare come una sconfitta per la società moderna. Come si può pensare di far decidere la legificazione dei diritti di una minoranza tramite referendum? Dall'alto di quale superiorità la maggioranza etero dovrebbe approvare o meno ad esempio il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Non esistono etichette, è sbagliato anche "classificare" come minoranza o categoria una fetta di popolazione a cui deve essere garantita una vita dignitosa. Il referendum sulle nozze gay suona un pò come un referendum sui neri, o sui biondi, o sulla gente con gli occhi azzurri: "Siete favorevoli a far salire sull'autobus le persone con gli occhi azzurri? Si vota SI o NO." Posizione totalmente opposta viene prese dal monsignor George Georg Gänswein, segretario di Benedetto XVI e prefetto della Casa Pontificia, che nel giorno della manifestazione torna a scagliarsi contro le unioni gay: "Equipararle al matrimonio sacramentale  è inaccettabile e contro l'antropologia biblica e cristiana". {joomplucat:841 limit=2|ordering=random}



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