• VENERDÌ 18 SETTEMBRE 2020 - S. Irene vergine

DDL Scuola, NCD minaccia: “Inaccettabili le norme sul Gender. Pronti a votare no”

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DDL Scuola, NCD minaccia: “Inaccettabili le norme sul Gender. Pronti a votare no”Il Governo rischia di cadere. NCD furioso: “O si toglie quella norma oppure Renzi non avrà la fiducia”. La causa è l’educazione di genere presente nel DDL. Opposizione PD anche… Trattative ancora in corso. Il Governo non può rischiare, Renzi sa che deve trovare una soluzione prima della votazione al Senato programmata per le 16. La minaccia arriva dal NuovoCentroDestra, il punto di rottura sarebbe l’articolo 2 della riforma della Scuola che: “Assicura l’attuazione dei princìpi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119? quella contro femminicidio, stalking e violenza domestica. Secondo NCD e varie correnti cattoliche extraparlamentari, si tratta di un modo per introdurre di soppiatto tra i banchi di scuola quella che chiamano “teoria del gender“, un’ideologia “che nega la differenza fra i sessi e la riduce a un fenomeno culturale”. Carlo Giovanardi spicca tra le file del gruppo AP-Area popolare: “Il provvedimento così com’è non lo voterò mai, o lo cambiano o farò mancare la fiducia“. La questione incandescente, a pochi giorni dal Family Day romano, diventa ancora più spinosa dopo che il Governo ha posto la fiducia sul DDL, ponendo di fatto NCD di fronte ad una scelta drastica: votare la legge per salvare le posizioni di Governo ma inasprire i rapporti con tutto il suo elettorato o esprimersi contrario causando la caduta del Governo e perdendo cosi le posizioni di comando (stando ai sondaggi NCD arriverebbe al 3% circa). Bufera anche su altri versanti. In Commissione Cultura infatti la riforma non è stata approvata per via dell’opposizione di Tocci e Mineo, entrambi esponenti PD, sulla questione degli ampi poteri attribuiti al preside. La riforma è quindi arrivata in aula senza il parere obbligatorio della commissione e molti parlano di forzatura del regolamento del Senato.



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