• VENERDÌ 29 MAGGIO 2020 - S. Massimo vescovo

Il genero invece che la burocrazia. Sull’amore-odio che lega Trump ed Erdogan

ATTENZIONE
Tutto il materiale presente in questo articolo è coperto da Copyright Aduc.it e ne è vietata la riproduzione, anche parziale.


 La settimana scorsa [intorno al 16 ottobre], nel bel mezzo della crisi siriana, ero a Washington. Quando udii il discorso di Trump in Texas, vidi in lui Erdogan. Lo stesso talento agitatorio, lo stesso linguaggio discriminatorio, lo stesso stile ingiurioso, lo stesso odio per i media. Intolleranza contro ogni opposizione e tutti quelli che sono diversi. Una vantazione imballata in bandiera, nazionalismo e fede: “Io sono il più grande”. Uno stile politico polarizzante, che si appoggia più sulla provincia che sulle metropoli, più sulle persone poco istruite che sulle persone che hanno studiato. Un atteggiamento che corrisponde meno a un uomo di Stato, ma piuttosto a un amministratore delegato. Una mentalità del “basta” quale è propria delle personalità autoritarie. L’avversione nei confronti del lavoro di gruppo, l’incapacità di imparare di più, l’abitudine a aggirare la burocrazia e preferibilmente a lavorare coi propri generi … I due uomini legati l’un l’altro da un rapporto di amore-odio hanno cambiato nell’ultima settimana il destino del Vicino Oriente; Trump con il ritiro di soldati dalla Siria, Erdogan entrando nel Paese. Nessuno dei due ha chiesto consiglio a qualcuno. Il primo ha diretto le cose con ...



Macrolibrarsi
Sannioportale.it