Il Sannio da gustare  - 24/10/2017 06:15:12 - hosting offers , etrust ez antivirus 7.0 , dedicated coldfusion , btiein spyware , coolwebsearch.loadbat

Il Sannio da gustare

Con il termine “Sannio” si usava indicare, in epoca romana, un territorio che si estendeva fra le regioni dell’Abruzzo, del Molise, della Campania e della Puglia. Al giorno d’oggi il Sannio corrisponde all’attuale Molise, assieme ad una parte della provincia di Caserta, Avellino e Benevento, che ne rappresenta il centro principale.

Come ogni terra che porti in dote un patrimonio storico-culturale secolare il Sannio vanta anche un’importante tradizione culinaria. La cucina sannita non ha nulla di scenico o teatrale ma richiama alla memoria tempi lontani, in cui un pasto era perlopiù una metafora dei grandi valori familiari e religiosi. La sua peculiarità risiede nella scelta accurata degli ingredienti, nel preciso dosaggio dei condimenti e nell’accortezza dei tempi di cottura. Nel Sannio non è la forma a fare la differenza, bensì il contenuto. Non sorprende dunque che alla base della tradizione culinaria di questa regione vi siano prodotti legati ad una comunità di contadini e pastori, come ortaggi freschi, carni di agnello e capretto e farina di grano duro. Inoltre, come ogni regione a vocazione contadina che si rispetti, non mancano formaggi tipici quali, ad esempio, il caciocavallo.
 
I ravioli combinano molti dei prodotti sanniti ed è per questo che vengono spesso additati come maggior esponente della cucina locale. Nei famosi ravioli caciocavallo e noci al ragù d’agnello figura, come suggerito dal nome, il caciocavallo di Castelfranco in Miscano, prodotto tipico di un paese che trovandosi ai confini con la Puglia privilegia pascoli che danno origine a un latte pregiato destinato a trasformarsi nel gustoso formaggio in questione. La pietanza è poi completata dal vino Falanghina, prodotto a Torrefusco, dall’olio extravergine di oliva di San Giorgio la Molara, dalle noci, che richiamano ad una leggenda locale che potete visualizzare qui, dalla ricotta fatta in un caseificio ai piedi del monte Maddalena e infine dal ragù estratto da bocconcini di agnello locale.
 
Un’altra ricetta tipicamente sannita è quella dei ravioli ripieni di ragù e tracchiulella (costina di maiale, taglio di carne prediletto per preparare il celebre sugo) su crema di mozzarella di bufala e gocce di riduzione di basilico. A fare la differenza, in entrambe le ricette sopracitate, è però la preparazione della sfoglia. Per il miglior risultato possibile è consigliabile l’utilizzo di una raviolatrice, che vi aiuterà ad ottenere un gusto autentico e genuino. In alternativa è possibile reperire i tipici ravioli sanniti in appositi pastifici, anch’essi dotati di raviolatrici.
 
Adesso tocca a voi, il Sannio è pronto a soddisfare il vostro palato!
 

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