Dove stanno andando i prezzi del petrolio?  - 24/10/2017 06:15:43 - comet curor , alarm spyware , host family sydney , check mother board , adware for windows vista

Dove stanno andando i prezzi del petrolio?

In questo articolo Giovanni, autore del sito finanziario Il Trading Per Te, ci fa capire quali sono le prospettive sui prezzi del petrolio per la fine del 2017 e l’inizio del 2018.


Il petrolio WTI (West Texas Intermediate) ha chiuso il mese di Agosto a quota $46 al barile. Ben lontano dai minimi di $27 di Gennaio 2016, ma anche dai massimi di $108 di Giugno 2014.


Quali sono, dunque, le prospettive per la quotazione dell’oro nero? Ci sono 2 forti fattori catalizzatori che determineranno il prezzo del petrolio nei prossimi mesi.


1)    I possibili accordi dell’OPEC


Il primo e probabilmente più importante fattore riguarda gli eventuali accordi che i paesi dell’OPEC chiuderanno o meno nelle prossime riunioni. L’OPEC è “L'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio”, ed include una serie di paesi che controllano quasi l’80% delle riserve mondiali di petrolio.


Ma facciamo prima un passo indietro. Nel Novembre del 2016 ci fu già un epocale accordo tra i paesi OPEC per un taglio della produzione dei paesi membri. Questo accordo aveva lo scopo di controllare la produzione all’epoca eccessiva del greggio, e di conseguenza far ripartire i prezzi al rialzo visto che avevano da poco toccato i minimi storici.


L’accordo ebbe effetto, ed il prezzo del petrolio tornò a correre. Fino a che, però, questo accordo non fu sfruttato a proprio vantaggio dagli Stati Uniti. Ovvero, gli Stati Uniti sfruttarono i tagli dei paesi OPEC per aumentare la loro produzione e le loro quote sul mercato, di fatto controbilanciando i tagli dell’OPEC. Così, dopo un primo periodo di consolidamento, il prezzo del petrolio tornò a scendere.


Ad oggi, dunque, l’accordo ancora in vigore sui tagli di produzione non è abbastanza forte per riportare il petrolio in una spirale rialzista. Ma qualcosa potrebbe cambiare il prossimo Novembre 2017 a Vienna, dove i paesi OPEC si riuniranno per discutere eventuali nuovi accordi.


Nel meeting di Vienna, dunque, si giocherà molto del futuro dei prezzi del petrolio. Se i membri OPEC decideranno di fare ulteriori sforzi in termini di tagli di produzione, è certo che il WTI tornerà a viaggiare al rialzo. Viceversa, il petrolio potrebbe scendere ancor di più.


2)    La produzione USA e la piaga uragani


L’altro grande fattore, come anticipato, è la produzione USA. Come detto prima, gli Stati Uniti hanno negli ultimi mesi aumentato e non poco la propria produzione. Ma nei mesi estivi alcune delle loro infrastrutture petrolchimiche sono state danneggiate da una piaga naturale: gli uragani.


L’uragano Harvey ha fatto danni enormi ai macchinari di estrazione in Texas, e anche Irma sta facendo molti danni. Al momento, però, la produzione USA di greggio è sì rallentata della piaga uragani, ma non certo compromessa. Ovvero, per la prima volta da molto tempo i dati sulla produzione USA e sugli investimenti in estrazioni sono in calo, ma non sono in drammatica caduta.


Insomma, se gli Stati Uniti sapranno (come la loro storia insegna) uscire ancor più forti da queste catastrofi naturali, è probabile che la produzione USA aumenti ancor di più nei prossimi mesi, spingendo in basso il prezzo del petrolio.


In sintesi, per capire dove andrà il petrolio nei prossimi mesi, occhio a 2 fattori: gli eventuali accordi dell’OPEC, e lo sviluppo degli uragani in USA.    

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