BENEVENTO  Wikipedia - 17/06/2019 06:46:27 - accident car florida lawyer , free cpu diagnostics , antivirus solutions , web hosting portugal , how to repair windows xp sp2

BENEVENTO

Geografia

La città di Benevento è situata tra due fiumi, il Sabato ed il Calore, ed è protetta da una corona di montagne dell'Appennino campano - tra cui il monte Taburno che, insieme alle altre cime, disegna la Dormiente del Sannio, un monumento montuoso naturale che sembra raffigurare una donna che dorme. Il centro abitato si suddivide in:
  • Centro storico, collina fra il Sabato ed il Calore (circa 55,00 ettari [ha]):
  • Rione Ferrovia, oltre il fiume Calore (circa 28,00 ettari);
  • Rione Libertà, oltre il fiume Sabato (circa 41,80 ettari);
  • Rione Mellusi, sulla collina in prosecuzione del centro storico (circa 47,00 ettari).
Vi sono poi zone di costruzione più recente come Capodimonte, Pacevecchia, Cretarossa.  

Clima

Chi entra dalla Campania, attraverso la valle Caudina, nella conca beneventana, avverte subito, in qualsiasi stagione, un brusco cambiamento di clima: dal clima marittimo, dolce e delizioso, del Napoletano o del Casertano, sente di passare ad un tratto in un clima continentale, dove la temperatura è più bassa, le pioggie più frequenti e nel periodo invernale si incontrano nebbia e gelate notturne. Questo perché le umide correnti australi prevalenti nella regione campana, venendo dal Tirreno, incontrano qui i primi baluardi appenninici (Il Taburno ed il Partenio), dietro ai quali la temperatura si fa piuttosto bassa; a contatto con un ambiente meno caldo e più umido l'aria diventa ad un tratto satura ed avviene la precipitazione. Il clima di Benevento è di tipo appenninico, con temperatura media annua di 15,2 °C. La temperatura media del mese più freddo (Gennaio) è 7,1 °C. La temperatura media del mese più caldo (Agosto) è di 24,7 °C. Le precipitazioni superano i 700 mm l'anno e si manifestano specialmente nelle stagioni autunnali e invernali. Le precipitazioni nevose sono frequenti in inverno. La temperatura più alta registrata nel capoluogo fu di 42 °C al 18 luglio del 1884, mentre la minima fu di -11° al 21 gennaio del 1891. L'umidità raramente raggiunge la saturazione; normalmente nel periodo invernale è di 72% ed in quello estivo del 57%.  

Evoluzione demografica

Abitanti censiti
 

Epoca preromana

Il mito vorrebbe Diomede, eroe della guerra di Troia, fondatore della città. Nelle peripezie affrontate al ritorno dall'impresa achea (narrata in uno dei perduti Nostoi, i "ritorni", ove tutti i maggiori eroi di Troia erano i personaggi di avventure epiche e sovrumane alla maniera dell'Ulisse dell'Odissea), tra le imprese leggendarie compiute, pare che aiutò una popolazione dell'entroterra campano, uccidendo il feroce cinghiale di Calidone che flagellava da tempo la comunità indigena. Ucciso il mostro egli avrebbe fondato la città, che da allora fino ad oggi ha nel suo stemma un cinghiale. La leggenda potrebbe però far confusione tra un Diomede che partecipò alla caccia, figlio di Ares, e un Diomede omerico che dopo la Guerra di Troia approdò sulle coste italiche. La prima fase della storia del territorio di Benevento è legata alle vicende dei Sanniti. Tra i primi autoctoni a definirsi "Italiani", questi erano in realtà una confederazione di popoli, discendenti in larga parte dai Sabelli e dispersi su di un vasto territorio delimitato a nord dai monti della Maiella, nell'alto Abruzzo, al confine con gli Umbri, i Piceni (a nord-est) e con i Sabini (a nord-ovest); a sud ed a est dal Tavoliere delle Puglie e dalle coste adriatiche; a ovest dal Mar Tirreno, dalle terre dei Volsci, degli Aurunci, dei Sidicini e dei Latini. A seconda della disposizione geografica, i Sanniti assunsero varie denominazioni, ma mantennero il riferimento alla loro gens. Il territorio delimitato dalle vallate dei fiumi Ofanto, Calore e Sabato, in particolare, era occupato dai Sanniti irpini; la città sorse alla confluenza di questi ultimi due fiumi. La vicinanza della Magna Grecia ebbe delle conseguenze sulla cultura locale. Le testimonianze più antiche esistenti nel territorio beneventano risalgono al paleolitico. I ritrovamenti archeologici di palafitte nel territorio di Castelvenere e numerosi reperti ritrovati altrove testimoniano la presenza dell'uomo preistorico nell'attuale provincia di Benevento. La posizione strategica e le condizioni ambientali della zona hanno costituito un motivo di forte attrazione per le popolazioni di varie epoche. Sono state trovate diverse tracce d'insediamenti ascrivibili al periodo neolitico. Alcuni decenni fa è stata rinvenuta nel corso di un esplorazione archeologica nel giardino dell'ex Collegio La Salle in piazzetta Vari una necropoli dell'orientalizzante antico (fine VIII - inizi VII secolo a.C.) con tombe costituite da una copertura in ciottoli sovrapposte ad una copertura piana dal quale emerge, come segnacolo, un'olla d'impasto. Al IV secolo a.C. sono, invece datate due necropoli sannitiche venute alla luce poco distanti fra di loro, una sempre nei pressi dell'ex Collegio La Salle ed un'altra alla Rocca dei Rettori, caratterizzate dalla presenza di tumuli di terra di forma diverse che coprono una o più sepolture. Notevole tra queste una tomba realizzata in blocchi di tufi giallo e grigio, squadrati e connessi tra di loro a formare una cassa chiusa da una copertura a baule; in essa è stata rinvenuta una scala di accesso realizzata mediante la costipazione in gradini di scaglie di lavorazione dei blocchi. All'interno lo scheletro era fornito di un corredo non molto abbondante ma di gran pregio rappresentato da una patera bronzea che conteneva un coltello in ferro, due fibule in ferro ed una fibia in bronzo. Una necropoli coeva è stata trovata poi alla periferia della città in contrada Olivola dove sono venute alla luce tombe di guerrieri con cinturoni ed armi. Il nome sannitico della città era Maloenton, forse derivato dal nome Malies, ma l'etimologia può anche significare terra di greggi o terra di malia, per la felice posizione. I romani latinizzarono il nome in Maleventum.  

Le guerre sannitiche e la dominazione romana

Il Sannio fu teatro di ben tre guerre contro i Romani. La Prima Guerra Sannitica (354 a.C.330 a.C. circa) sancì la definitiva sottomissione del Lazio al potere romano, ma non della zona sannitica. La Seconda Guerra Sannitica (327 a.C.304 a.C. circa) costituì il primo vero scontro fra la nascente potenza e i Sanniti, che si risolse a favore di questi ultimi. I Romani tentarono di muovere guerra da Capua a Benevento, ma un astuto stratagemma sannita riuscì a bloccare presso Caudium le truppe romane. Una volta in trappola, i soldati romani furono costretti a passare sotto le Forche Caudine, un arco composto dalle lance nemiche in maniera tale da costringere ogni soldato a piegare la schiena per poter passare. Durante il passaggio, i Romani furono costretti a subire ogni tipo di oltraggio, anche fisico e, infine, a lasciare in ostaggio tutta la loro cavalleria. L'episodio è ricordato anche da Niccolò Machiavelli ne i Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio:
Collabora a Wikiquote « Era, come di sopra si è detto, il Consolo e lo esercito romano assediato da' Sanniti: i quali avendo posto ai Romani condizioni ignominiosissime (come era volergli mettere sotto il giogo, e disarmati rimandargli a Roma), e per questo stando i Consoli come attoniti, e tutto lo esercito disperato. »
   
I Sanniti, subito dopo la vittoria, aizzarono le altre popolazioni italiche del Centro e del Sud Italia (Etruschi in primis) contro i Romani, dando vita alla Terza Guerra Sannitica (298 a.C. - 290 a.C. circa). Stavolta però furono i Romani ad averla vinta, sconfiggendo uno ad uno tutti gli alleati dei Sanniti e costringendo infine questi ad un trattato di pace intorno al 290 a.C.. Tuttavia, fu solo nel 275 a.C. che questi vennero domati, a seguito della vittoria ottenuta su Pirro, re d'Epiro, proprio a Maleventum. Il fausto evento della vittoria e della definitiva conquista di tutto il Centro-Sud suggerì ai Romani l'idea di cambiare il nome della città in Beneventum. Nel 268 a.C., Benevento diventò definitivamente una colonia romana e legò i suoi destini a quelli della Repubblica Romana e, successivamente, dell'Impero. La città assurse ad importante snodo di comunicazione da e verso la Puglia. Molti sono ancora i resti della dominazione romana, taluni dei quali ben conservati (Arco di Traiano e Teatro Romano). A tale periodo è sicuramente ascrivibile un tratto di cinta muraria ed una porta venute alla luce in località Cellarulo. Numerose sono inoltre le testimonianze della presenza di un culto egizio in epoca imperiale che si celebrava al Tempio di Iside (come il Bue Apis, l'Obelisco e numerosi altri importanti reperti, conservati oggi in una sezione nel "Museo del Sannio").  

La dominazione longobarda

Il Principato di Benevento nell'Italia dell'anno Mille Il Principato di Benevento nell'Italia dell'anno Mille Dopo la caduta dell'Impero romano, Benevento fu a lungo contesa fra Goti e Bizantini. In seguito, fu occupata nel 570 dai Longobardi, che ne fecero la capitale di un vasto Ducato (che veniva anche chiamato Langobardia Minor). Più piccolo rispetto ai possedimenti longobardi nel Nord Italia, il Ducato si dimostrò molto più stabile politicamente e continuò a mantenersi indipendente anche dopo la conquista del Regno longobardo del Nord Italia da parte di Carlomagno (774). Il Duca di Benevento Arechi II, al potere al momento del crollo del Regno del Nord, assunse il titolo di Principe, sebbene tra alterne vicende. Il Principato beneventano fu influenzato dalle lotte fra il Sacro Romano Impero e l'Impero Bizantino e coinvolto in vari conflitti con i vicini Ducati campani. Intorno al X Secolo, il Principato di Benevento venne assorbito dal Regno dei Normanni, assieme agli Stati di Salerno e Capua (nati da una scissione dal Principato). L'ultimo Principe longobardo di Benevento, Landolfo VI, morì senza figli nel 1077. La persistenza di uno stato longobardo autonomo a Benevento (e successivamente anche a Salerno e Capua), permise ai Longobardi di salvaguardare una propria identità culturale e mantenne gran parte dell'Italia del Sud nell'orbita culturale occidentale, anziché bizantina. A Benevento resta ancora la chiesa longobarda di Santa Sofia, fatta erigere proprio dal Principe Arechi II nell'VIII secolo e tuttora considerata uno tra i più bei esempi di architettura longobarda ▼ Espandi Concili tenuti in Benevento Il primo concilio in città risale al 1059; il canonico Stefano Borgia, autore di monografie locali, lo vuole presieduto da Papa Niccolò II nella estinta chiesa di San Pietro. Il concilio fu tenuto nell'interesse dell'abazia di San Vincenzo al Volturno (fondata da tre fratelli beneventani Paldo, Tato e Taso), occupata da Liutfredo abate. Di seguito le date degli altri:
  • 1061, per i diritti di alcune abazie;
  • 1075, a favore dell'abazia di Santa Sofia;
  • 1087, voluto da papa Vittore III, per fulminare l'anatema contro l'antipapa Guiberto che aveva preso il nome di Clemente III, scomunicandovi altresì Ugo di Lione e Riccardo abate di Marsiglia i quali facevano scisma con Guiberto; furono inoltre proibite le investiture date dai laici;
  • 1091, presieduto da Urbano II; vi furono discusse molte cose riguardanti la disciplina ecclesiastica, e rinnovato l'anatema contro antipapa Guiberto;
  • 1108, papa Pasquale II vi condannò le investiture dei benefici date ai laici, e si occupò di alcuni affari, della provincia e dell'abazia di Montecassino;
  • 1117, il papa Pasquale II scomunicò il cardinale Burdino, poi antipapa Gregorio VIII, per aver coronato in Roma Enrico V;
  • 1119, contro i ladri;
  • 1331, condannò la simonia come emerge dal Synodicon Beneventanum;
  • 1374, si occupò della disciplina;
  • 1470, riguardò i costumi;
  • 1545, trattò dello stesso argomento.
Benedetto XIII, nel suo synodicon pubblicato nel 1693, ne enumera ventuno.  

La dominazione pontificia

In seguito all'accordo di Worms (1052) fra Papa Leone IX e l'Imperatore Enrico III, la città di Benevento passò in mano allo Stato Pontificio (la cessione ufficiale risale al 1077). Benevento rimase quindi isolata dalle vicende dei Regni del Sud Italia, restando legata al potere papale, salvo brevi interruzioni, sino al 1860. La città fu saccheggiata dall'imperatore Federico II nel 1229 e nel 1241. Nel 1266, vi si svolse la celebre battaglia tra Manfredi di Svevia e Carlo d'Angiò, che restituì Benevento alla Chiesa. Manfredi morì in battaglia e il suo corpo venne probabilmente tumulato nei pressi del fiume Calore:
Collabora a Wikiquote « [...] l'ossa del corpo mio sarieno ancora
in co' del ponte presso a Benevento,
sotto la guardia de la grave mora. »
  (Dante Alighieri, Purgatorio, canto III)
Nel XIV secolo Benevento fu travagliata da lotte intestine che durarono fino al 1530, quando fu sottoscritto un atto di pace. Nel 1688, uno spaventoso terremoto distrusse quasi completamente la città, che venne ricostruita con enormi sacrifici, anche grazie all'intervento economico del Cardinale Vincenzo M. Orsini (in seguito divenuto Papa con il nome di Benedetto XIII). La città venne poi occupata da Ferdinando IV di Borbone dal 1768 al 1774. Nel 1799, un moto popolare dovuto alle rivoluzioni napoleoniche portò Benevento ad aderire alla Repubblica Partenopea, poi divenuta nel 1806 Principato con a capo il Marchese Talleyrand. Con il Congresso di Vienna, Benevento tornò alla Chiesa fino al 1860. Ancora prima che Garibaldi giungesse a Napoli, il beneventano Salvatore Rampone, solo, senza scorta, vestito da colonnello dei garibaldini, in camicia rossa, si recò al castello per comunicare all'ultimo delegato apostolico, Edoardo Agnelli, l'ordine di lasciare la città entro tre ore. È il 3 settembre 1860.  

Dal 1860 ad oggi

In cambio dell'incorporazione nel regno sabaudo, Salvatore Rampone ottenne che a Benevento fosse creata una Provincia ad hoc (essendo priva di un "suo" territorio) che comprendeva anche alcune delle province del Regno delle Due Sicilie più prossime (Principato Ultra, Molise, Terra di Lavoro, in minor misura Capitanata). A causa della sua centralità nelle comunicazioni ferroviarie fra Roma e Puglia, la città venne colpita in maniera durissima dai bombardamenti angloamericani nel 1943. Sotto le bombe venne persa ampia parte del centro storico (il Duomo venne raso al suolo), e furono numerose le vittime. Il 15 giugno 1967 la città venne insignita della medaglia d'oro al valor civile. L'economia della città, prevalentemente agricola, nel II dopoguerra si è poggiata prevalentemente sul settore pubblico: i numerosi impieghi nelle pubbliche amministrazioni e, comunque, le maggiori possibilità di lavoro hanno indotto molti degli abitanti dei comuni della Provincia ad inurbarsi. L'ampliamento della città, almeno sino agli Anni Settanta, non è stato governato efficacemente dai pubblici poteri; negli Anni Ottanta si è però osservata una prima inversione di tendenza, che continua oggi con la riqualificazione del centro storico. Attualmente, Benevento è sede di università e di importanti centri di ricerca.

Piazza Duomo

Anche se oggi la piazza si presenta tutta recintata per lavori di sistemazione, e la costruzione di un edificio da adibire ad un museo di arte contemporanea, fino a qualche anno fa era meta di molti turisti, e fino alla fine degli anni '70, sulla piazza di fronte al monumentale duomo, vi era il posteggio delle carozzelle con i cavalli, che portavano i turisti in giro per la città. Fino agli anni '60 era la stazione principale delle vetture pubbliche.  

Storia

Prima del XII secolo, si ergeva un rinomato atrio detto "Paradiso" decorato di molti tumuli di principi longobardi, ma il Cardinale Arcivescovo Ruggiero, verso la fine dello stesso secolo, o al principio del secolo seguente, lo fece diroccare, e con le lapidi sepolcrali ordinò di rivestire la facciata del tempio del Duomo. Al posto dell' atrio, fu lasciato un discreto spazio, che veniva, inoltre, circondato da un basso muro con cornice di pietra, decorato da statuette, ed intorno intorno dei sedili ugualmente di pietra, mentre all'ingresso del recinto, si collocavano due figure di leoni. In un angolo poi, si ergeva accanto ad una fossa funeraria, un obelisco dell'antichissimo Tempio di Iside, con i geroglifici, una palla di bronzo, ed una croce al vertice, e dedicato alla Vergine, obelisco, sedili e muro che, nel 1867 furono tolti per allargare la piazza, per dar posto ad un parapetto poco estetico, distrutto dagli eventi bellici del 1943.[2]

Corso Garibaldi

In origine il nome del corso al centro storico di Benevento era via Magistrale, cambiato in onore dell'eroe dei due mondi in riconoscenza della costituzione della nuova provincia di Benevento. Compie un percorso in salita da Piazza Cardinale Pacca a Piazza Castello, ed è l'asse del centro storico di Benevento: risalendolo vi si incontrano il Duomo, Palazzo Paolo V, Piazza Roma con di fronte l'Arco di Traiano, Palazzo Mosti sede del Comune, la chiesa di San Bartolomeo, il Teatro Comunale Vittorio Emanuele, Palazzo Terragnoli sele della bibilioteca, la chiesa di Santa Sofia nell'omonima piazza, il Palazzo del Governo fino ad arrivare alla Rocca dei Rettori. Su ambo i lati vi sboccano numerosi suggestivi vicoli storici in uno dei quali, nel segreto del ghetto ebraico, si cela l'Hortus Conclusus dell'artista beneventano di fama mondiale, Mimmo Paladino. Nel 2005 il Corso è stato lastricato e chiuso al traffico. Tratti della pavimentazione sono percorsi da una striscia bianca sinusoidale, a suggerire l'idea di un serpente, la cui testa stilizzata si trova all'altezza di Piazza Orsini. Durante questi lavori sono stati rinvenuti numerosi resti antichi.  

Monumenti

 

Monumenti principali

Benevento è una città ricca di testimonianze storiche e monumenti, fra cui vanno menzionati in primo luogo:  

Teatro romano

Il nuovo prevalere, sulla severa arte traianea, delle correnti elleniche promosse da Adriano trovò in Benevento il suo documento aulico nel grandioso Teatro, dalla scena che si stagliava preziosa di marmi policromi verso il virgiliano Taburno, dalla cavea candida e luminosa, dagli atri scintillanti di mosaici e di stucchi. Fu costruito sotto l'imperatore Adriano (inaugurato nel 126 d.C.) ed ingrandito da Caracalla tra il 200 e 210 d.C. Realizzato in opus latericium, ricorda il Teatro Marcello di Roma. Misura 90 metri di diametro e può contenere circa 10.000 spettatori. Si è perso gran parte del rivestimento marmoreo; sono giunti fino a noi la cavea, la scena, il primo e parte del secondo dei tre ordini di arcate. Immagini e storia del Teatro  

Arco di Traiano

È non solo il massimo monumento della città, ma uno dei migliori esemplari dell'arte traianea ed il più insigne arco onorario romano. Ha un solo fornice. Fu eretto, come attesta l'iscrizione ripetuta sull'attico delle due fronti, dal senato e dal popolo romano nel 114 d.C. all'inizio della nuova via Traiana, per ricordare ed esaltare il governo dell'optimus princeps, e terminato nel 117. I piloni sono decorati con bassorilievi; in particolare la faccia dei piloni rivolta verso la città presenta scene di pace, l'altra scene militari. L'Arco fu inserito nel medioevo nella cinta di mura della città, della quale costituì la Porta Aurea. Visitazione, affresco, fine VIII-inizio IX secolo, chiesa di Santa Sofia Visitazione, affresco, fine VIII-inizio IX secolo, chiesa di Santa Sofia  

Chiesa di Santa Sofia

La chiesa di Santa Sofia è un edificio longobardo che risale circa al 760, ora restaurato, di piccole proporzioni: si può circoscrivere con una circonferenza di diametro 23,50 m. Si tratta di una delle chiese più importante della Langobardia Minor giunta fino ai giorni nostri. Una volta l'interno della chiesa era ricoperto di affreschi di artisti legati alla scuola di miniatura beneventana (fine VIII, inizio IX secolo), dei quali restano alcuni frammenti con Storie di Cristo. Fu quasi completamente distrutta dal terremoto del 1688 e ricostruita in forme barocche per volere dell'allora cardinale Orsini di Benevento (poi divenuto papa Benedetto XIII). Le forme originarie furono nascoste, e furono riscoperte solo dopo il discusso restauro del 1951. L'ex monastero è ora sede Museo del Sannio (insieme alla Rocca dei Rettori), possiede raccolta di reperti archeologici (tra cui un consistente insieme di elementi dell'antico tempio di Iside, come uno dei due obelischi), armi, stampe, monete ed una pinacoteca con quadri dal '500 al '700. È stato di recente riordinato in termini moderni.

Rocca dei Rettori

Il castello di Benevento, meglio conosciuto come Rocca dei Rettori, si trova nel punto più elevato della città, a dominare le valli dei fiumi Sabato e Calore, e le due importanti e antiche Via Appia e Via Traiana. il sito era già stato utilizzato dai Sanniti, che vi avevano costruito una serie di terrazzi difensivi, e dai Romani, che vi costruirono un edificio termale (Castellum aquae), i cui resti possono ancora essere visti nel giardino del castello. I benedettini vi ebbero un monastero. La Rocca ricevette il nome attuale nel Medioevo, quando divenne sede dei governatori per conto del papa, i Rettori. Il castello è di fatto costituito da due edifici distinti: il Torrione, costruito dai Longobardi a partire dall'871, e il Palazzo dei Governatori, costruito dai papi a partire dal 1320.  

Altri monumenti

La "città delle streghe"

Benevento è nota anche come la "città delle streghe", fama che risale alla dominazione longobarda e che rimane tuttora diffusa grazie al famoso volume redatto dal protomedico beneventano Pietro Piperno [3], dal titolo "De nuce maga beneventana", importantissima fonte storica. I rapporti tra gli invasori Longobardi e i beneventani all'inizio erano comprensibilmente freddi. Le più gravi difficoltà insorsero per via delle rispettive credenze religiose: i nuovi venuti svolgevano infatti cerimonie rituali che apparivano, agli occhi degli autoctoni, alquanto bizzarre. Cominciarono soprattutto a svolgere un rito singolare a pochi passi dal fiume Sabato: alcune donne urlanti saltavano intorno ad un albero di noce da cui pendevano serpenti. Ben presto i Longobardi capirono che era molto più conveniente accettare la religione dei beneventani (il cristianesimo), piuttosto che continuare a difendere ad oltranza le "streghe". Questa valutazione politica, forse ancor più della perseveranza di San Barbato, portò dunque i nuovi padroni a convertirsi nel 664 d.C. Se da una parte ciò garantì una lunga e stabile prosperità alla città e ai suoi governanti (Benevento diventò infatti un punto nevralgico per il passaggio dei pellegrini italiani verso la Terra Santa), dall'altra portò all'abbattimento di quel famoso "noce magico" da parte di San Barbato. Le donne invasate sparirono fisicamente dalla capitale della Langobardia minor, ma la loro leggenda divenne eterna.  

Prodotti tipici

  • Gastronomia: Lasagne imbottite, mugliatelli, timballo di maccheroni, zuppa di soffritto, torrone, cardone.
  • Vini: Aglianico del Taburno (rosso), Coda di Volpe (bianco), falanghina del Sannio (bianco),Bue Apis (rosso).
  • Liquori: Liquore Strega Alberti, Nocino
  • Artigianato: pizzi al tombolo, oggetti creati con spighe di grano, lavori in lana e corda, ceramica cerretese.
 

Fiere ed eventi

 

Collegamenti

Benevento si trova al centro di una buona rete viaria: è raggiungibile mediante il raccordo autostradale RA09 dell'autostrada A16, tramite la SS372 proveniente dall'uscita di Caianello dell'autostrada A1, tramite la SS7 Appia, o tramite la SS88 da Avellino e Campobasso. La città è circondata da una tangenziale. Buoni anche i collegamenti ferroviari. La stazione di Benevento, trovandosi sulla linea Caserta-Foggia, è uno snodo importante per le vie di comunicazione con la Puglia e in essa transitano ogni giorno Eurostar e Intercity. Ha un flusso medio di 800.000 viaggiatori l'anno. Essa è collegata inoltre con Campobasso e Avellino, e con Napoli attraverso la linea di Metrocampania Nord-Est che in città ha 3 fermate oltre alla stazione FS.  

Cinema e teatri

 

Amministrazione

Sindaco: Fausto Pepe (centrosinistra) dal 29/05/2006
Centralino del comune: 0824 77211
Email del comune: urp@comune.benevento.it  

Sport

La colorata coreografia giallorossa allo Stadio Santa Colomba
  • Calcio: Il Benevento Calcio (nato dopo il fallimento dello Sporting Benevento) attualmente milita in Serie C2.
  • Rugby: Unione Rugby Sannio (nato nel 1998) attualmente milita in serie B, nella stagione agonistica 2001-2002 è stata l'unica squadra del Sud Italia ad aver partecipato al "TOP TEN" under 21. Il Rugby Benevento (nato nel 1966) attualmente milita in serie A, nel campionato 2005/2006 è stato campione italiano UNDER15 e vice-campione italiano UNDER19.
  • Atletica: Libertas Amatori Atletica Benevento, nata nel 1979, presidente Giovanni Caruso
  • Ciclismo: Il 22 maggio 2002 la 10^ tappa del Giro d'Italia 2002 si è conclusa a Benevento con la vittoria dell'australiano Robbie McEwen.
 

Onorificenze

Medaglia d'Oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Oro al valor civile «Sottoposta a violenti bombardamenti terrestri ed aerei e all'infuriare di combattimenti nelle vie cittadine, subiva con impavida fierezza gravi distruzioni, disagi e pericoli di ogni sorta. Duemila dei suoi cittadini sacrificavano la vita alla causa della Patria e della Libertà. 1940 - 1945.»
   

Frazioni e contrade

Acquafredda, Cancelleria, Capodimonte, masseria La Vipera, Caprarella, Ciancelle, c.da Epitaffio, Francavilla, Imperatore, Madonna della Salute, Masseria Ponte, c.da Olivola, Perrottiello, Piano Cappelle, Pino, Rosetiello, San Chirico, San Cumano, San Domenico, Sant' Angelo a Piesco, San Vitale, Scafa, Sponsilli, Torre Alfieri, Vallereccia.

Da Vedere

Arco Traiano
Teatro Romano
Arco del Sacramento
Chiesa di S. Ilario
Ponte Leproso
Rocca dei Rettori
Chiesa e chiostro di S. Sofia
Mura longobarde
Duomo
Palazzo Paolo V
Basilica di S. Bartolomeo
Basilica della Madonna delle Grazie
Hortus conclusus.

Numeri Utili

0824.772111

Altitudine

135 slm

Distanza da Benevento

0

Link Utili

http://www.comune.benevento.it
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