Targhe estere, divieto di circolazione per residenti in Italia viola diritto europeo e internazionale Aduc.it - 29/02/2020 01:42:12 - firewall spyware removal , recover deleted usb , saga home insurance , how to remove win32parite , host pt

Targhe estere, divieto di circolazione per residenti in Italia viola diritto europeo e internazionale

Da gennaio 2019 i residenti in Italia da più di 60 giorni, alla guida di un’auto con targa estera, rischiano di subire pesanti sanzioni. La multa può arrivare a 2.848 Euro e il veicolo è sottoposto a sequestro: la carta di circolazione viene trattenuta dagli agenti accertatori e l’auto deve essere condotta dal luogo di accertamento fino a un luogo privato di deposito. Da quel momento in poi l’auto non potrà più circolare fino a che non sarà immatricolata in Italia o si decida di condurla fuori dal territorio nazionale, previa regolare autorizzazione (foglio di via) rilasciata dalla motorizzazione. Il divieto è stato inserito nell’art. 93 del codice della strada dal primo decreto sicurezza del Governo Giallo-Verde e prevede solo poche eccezioni. A nostro avviso, tale divieto è incompatibile con una serie di normative internazionali, applicabili in materia, che lo rendono illegittimo e incostituzionale. In particolare, la direttiva europea n. CEE 83/182, vieta agli Stati membri di imporre imposte sulla circolazione (il bollo) di auto immatricolate all’estero che circolano per un massimo di 6 mesi nel corso di un anno sul territorio italiano. Per godere di questa franchigia è, inoltre, necessario che il conducente abbia la “residenza normale” all’estero. Il concetto di residenza normale prescinde dalla residenza anagrafica e si determina, ai sensi dell’art. 7 della stessa direttiva: "si intende per «residenza normale» il luogo in cui una persona dimora abitualmente, ossia durante almeno 185 giorni all''anno (...)Tuttavia, nel caso di una persona i cui legami professionali siano situati in un luogo diverso da quello dei suoi legami personali e che pertanto ...

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