Sanità: quanto spendono gli italiani di tasca propria Quifinanza.it - 17/01/2020 18:25:09 - best spyware program , siti hosting musica , downloading free spyware , best dedicated windows server , internet securyty

Sanità: quanto spendono gli italiani di tasca propria

La sanità in Italia funziona abbastanza, ma le risorse scarseggiano e, soprattutto, gli italiani devono pagare sempre più di tasca propria. Questo il quadro che emerge dagli ultimi dati disponibili relativi alla spesa sanitaria nel nostro Paese. Dati non certo incoraggianti, che impongono una seria riflessione sul futuro della sanità italiana. Lo sa bene il ministro della Salute, Roberto Speranza, che intervenendo a Roma alla presentazione del libro “Il Ssn guarda al futuro” del direttore della Programmazione sanitaria del ministero, Andrea Urbani, ha chiosato: “Il 2020 deve essere uno anno di svolta. Dobbiamo chiudere definitivamente la stagione del definanziamento. Dobbiamo arrivare a un ‘grande Patto Paese‘ tra istituzioni, professioni, ordini, associazioni, sindacati e industria”.

Speranza: “2020 stop ai tagli alla sanità”

Speranza sostiene che con la legge di Bilancio il Governo Conte-bis abbia dato “un primo segnale”. Ma “oltre alle risorse, servono buone idee per riformare il Servizio sanitario nazionale”. Sicuramente l’Italia vanta risultati medici di tutto rispetto, ma, lamenta ancora Speranza, “questa non può essere una scusa per continuare a disinvestire sul Ssn. Dobbiamo chiudere la stagione dei tagli, con una svolta radicale che è anche culturale: se è vero che la salute è un diritto fondamentale e che i soldi messi sul comparto salute non solo solo spesa pubblica, allora dobbiamo ricominciare a investire”. L’Italia come tutto il Vecchio Continente sta vivendo una profonda crisi economico-finanziaria, che ci chiede di ripensare un modello di assistenza che sia compatibile e solidale con le esigenze dei cittadini, ma allo stesso tempo anche con quelle del contenimento della spesa, in modo da assicurare anche alle prossime generazioni un’assistenza sanitaria pubblica e universale.

Quanto spendiamo per la sanità

Come riportato nel rapporto “State of health in the Eu” della Commissione europea e dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), che scatta una fotografia dello Stato di salute degli italiani e del nostro sistema sanitario, nel 2017 l’Italia ha destinato alla sanità l’8,8% del proprio Pil, percentuale inferiore alla media dell’Unione Europea, pari al 9,8%. Il punto dolente, poi, è che il 23,5% del totale è a carico degli italiani. Cioè paghiamo di tasca nostra. La spesa sanitaria nell’ultimo decennio è passata dal 21% del 2009 al 23,5% del 2017, cifra del 7,5% superiore alla media dell’Ue. Il 40% di quello che spendiamo, lo destiniamo ad esami e visite mediche. I farmaci rappresentano circa il 30% e il restante è dovuto al prezzo dei ticket e alla differenza di prezzo tra il farmaco “di marca” e quello del prodotto generico equivalente meno costoso.

Come stanno gli italiani?

Ma come stiamo di salute? Il report dice che gli italiani sono al secondo posto in Europa tra i più longevi, dietro agli spagnoli, con una speranza di vita alla nascita di 83 anni, 2 anni in più della media Ue. Un buon risultato ma sicuramente migliorabile, poiché circa un terzo dei decessi nel nostro Paese è legato a fattori di rischio evitabili. Pesano, in questo senso, soprattutto il fumo e l’obesità. Sul fronte del consumo degli alcolici, tutto sommato, la situazione è migliore rispetto al resto d’Europa: il consumo di alcolici, diminuito di circa il 20% dal 2000, è tra i più bassi dell’Ue.
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