Essere assertivi non vuol dire essere aggressivi Quifinanza.it - 07/12/2019 02:29:16 - cleaning registry xp , partition server , istbar 6 , delete trojan horse virus , jet spyware

Essere assertivi non vuol dire essere aggressivi

L’assertività è una competenza fondamentale in ogni tipo di comunicazione, il problema è che viene a volte confusa con l’aggressività. Mi è capitato più volte di sentire persone che per valorizzare la loro capacità di leadership dicessero: “Sono stato assertivo, ho alzato i toni dicendogli in faccia quello che pensavo…”, oppure: “Gli ho fatto capire a chiare lettere chi è che aveva ragione…”. “Sono andato dritto all’obiettivo sgomitando per arrivarci…”. Insomma, penso che si confonda l’autorità con l’autorevolezza. Tanto più che oggi i modelli pubblici che abbiamo davanti agli occhi ogni giorno rappresentano una leadership spesso aggressiva anziché, come dovrebbe a mio avviso essere, assertiva. Essere assertivi ha a che fare col farsi valere ottenendo il consenso altrui e ciò richiede una raffinata abilità. Vedo l’assertività come un equilibrio nel modo di comunicare con gli altri, un punto di mezzo tra due opposti. In un opposto abbiamo l’aggressività, che possiamo definire come l’attitudine a far prevalere il proprio punto di vista sull’altro, la propria ragione, imporsi, puntare all’obiettivo senza preoccuparsi di “fare morti per strada”. All’altro opposto c’è la passività, cioè l’attitudine ad adeguarsi agli avvenimenti esterni, al giudizio degli altri, essere come gli altri ci vogliono, mettersi in secondo piano per andare incontro alle esigenze altrui. Più ci avviciniamo a uno dei due opposti più la comunicazione è disfunzionale. Infatti, l’aggressivo ha una forte determinazione e tenacia ma non considera l’altro, perché troppo concentrato a mettere in primo piano se stesso; viceversa il passivo ha un alto livello di ascolto e di flessibilità, ma non fa valere le proprie ragioni. In caso di conflitto, Il primo è legato al bisogno di avere ragione e di individuare il colpevole se qualcosa non va come vorrebbe, il secondo tende invece a compiacere e sentirsi non adeguato se il proprio pensiero viene messo in dubbio. Raramente teniamo davvero il punto di mezzo, che amalgama entrambi gli opposti in una comunicazione allo stesso tempo autorevole e generativa di consenso. Questo perché, un po’ per carattere e un po’ perché influenzati dall’ambiente esterno, tendiamo a sbilanciarci verso un opposto o un altro: o troppo ancorati alle nostre esigenze a discapito di quelle altrui (aggressivi) oppure orientati a soddisfare i bisogni altrui rinunciando a far valere i nostri (passivi). Ecco quindi che possiamo dare una definizione di assertività, come equilibrio tra due opposti: la capacità di comunicare dando lo stesso peso ai propri bisogni e a quelli degli altri. L’assertivo esprime al contempo forza e sensibilità, dove nella forza c’è la determinazione, il coraggio, il decision making, la passione, mentre nella sensibilità troviamo l’empatia, la flessibilità, la compassione, l’altruismo (ne abbiamo già parlato qui).

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