Gradara: il borgo marchigiano, cornice dell’amore di Paolo e Francesca Siviaggia.it - 12/11/2019 12:30:11 - web hosting reseller solutions , nz hosting , hosting.ua , downloader vg trojan , optimize laptop

Gradara: il borgo marchigiano, cornice dell’amore di Paolo e Francesca

La vita di Gradara è da sempre legata alla Roccaforte che si erge sul colle a 142 m sul livello del mare. Al confine tra Marche ed Emilia-Romagna, è rigorosamente marchigiana come appartenenza, parte di quella storica regione che si estende appunto tra Marche, Emilia-Romagna, Repubblica di San Marino e Toscana che prende il nome di Montefeltro. Posta in una posizione strategica e con una vista mozzafiato, durante il Medioevo la fortezza è stata uno dei principali teatri degli scontri tra il Papato e le Casate marchigiane e romagnole. GradareIl borgo di Gradara, Ph. e55evu (iStock)

Un po’ di storia

È un luogo ricco di memorie, e durante ogni visita si riescono a vivere emozioni uniche e irripetibili: è possibile passeggiare sia all’interno del castello sia sulle mura merlate ma anche sul ponte levatoio e nell’elegante cortile. Le sale interne ricordano gli splendori delle potenti famiglie che qui hanno governato: Malatesta, Sforza e Della Rovere. Il piccolo paese di Gradara è raccolto fra la prima e la seconda cinta di mura. Dopo il potere dei Malatesta e la tragedia di Paolo e Francesca che qui si consumò, arrivarono gli Sforza. Nel 1494, appena quattordicenne, Lucrezia Borgia subiva l’influenza del padre, il terribile Alessandro VI di Borgia, che la obbligava a lasciare il precedente marito per sposarne di nuovi, in funzione dei suoi loschi intrighi. Coloro che non volevano divorziare, come ci racconta la storia, finivano per essere avvelenati. Successivamente arrivano i Rovere e un susseguirsi di altri padronati fino al 1920, quando viene comperata dall’Ing. Umberto Zanvettori di Belluno che, grazie ad architetti di fama mondiale, ha iniziato un lungo percorso di restauro. Il Castello di GradaraIl Castello di Gradara, Ph. anzeletti (iStock)

Paolo e Francesca: un amore sfortunato

Se si parla di Gradara, non si può evitare di soffermarsi su una delle storie d’amore più conosciute della letteratura: Paolo e Francesca sono due personaggi realmente esistiti e non figure romantiche come Giulietta e Romeo nate dalla geniale fantasia di Shakespeare. Francesca da Polenta era figlia di Guido Minore, Signore di Ravenna e Cervia e lì viveva tranquilla e serena la sua fanciullezza, sperando che il padre le trovasse uno sposo gradevole e gentile. Nel 1275, Guido decise di dare la mano di sua figlia a Giovanni Malatesta, che lo aveva aiutato a cacciare i Traversari, suoi nemici. Per evitare il possibile rifiuto da parte della giovane Francesca, i potenti signori di Rimini e Ravenna tramarono l’inganno, facendole credere di diventare moglie del fratello, Paolo il Bello. Ma scoperta la truffa, ben presto si rassegnò, ebbe una figlia che chiamò Concordia, come la suocera. Ma le sue giornate erano spesso allietate dall’arrivo di quel tal Paolo, con cui è nata un’intensa relazione amorosa. Ma nel settembre del 1289, qualcuno avvisò Giangiotto della loro tresca. Di ritorno da uno suoi viaggi, aprì la porta e li sorprese. Accecato dalla gelosia estrasse la spada, Paolo cercò di salvarsi passando dalla botola che si trovava vicino alla porta ma, si dice, che il vestito gli si impigliasse in un chiodo, dovette tornare indietro e, mentre il fratello lo stava per passare a fil di spada, Francesca gli si parò dinnanzi per salvarlo, morendo entrambi sotto la lama. Dante, nella Divina Commedia, ha messo gli sventurati amanti all’inferno perché macchiati di un peccato gravissimo, ma li ha lasciati insieme facendoli vagare ancora innamorati come allora. Scorcio del borgoScorcio del borgo, Ph. LucaLorenzelli (iStock)

Il Castello di Gradara

Il Castello e il suo borgo fortificato rappresentano una delle strutture medioevali meglio conservate d’Italia: le due cinte murarie che proteggono la fortezza, la più esterna delle quali si estende per quasi 800 metri, la rendono anche una delle più imponenti della penisola. Il torrione principale si innalza per 30 metri, dominando l’intera vallata (gli orari per visitarlo sono: lunedì dalle 8.30 alle 13.00, dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 18.30, chiuso il 25 dicembre e il 1 gennaio). Piccola curiosità: i cani a Gradara sono i benvenuti. Possono circolare nel borgo, nel Museo Storico e sui Camminamenti di Ronda con guinzaglio e/o museruola, a meno che non ci siano particolari manifestazioni, mentre nella Rocca possono entrare solo nel trasportino. Per visitarlo e scoprire i segreti e i misteri che circondano i due amanti di dantesca memoria, è possibile prenotare anche una visita guidata. Diversi i ristoranti e i punti di ristoro all’interno del borgo, dove poter degustare prodotti tipici locali. Strada in GradaraStrada in Gradara, Ph. LucaLorenzelli (iStock)
Leggi l'articolo Completo su Siviaggia.it

Leggi l'articolo Completo su Siviaggia.it

Aticoli Correlati