Modello 730, come funziona il pignoramento in caso di debiti non pagati Quifinanza.it - 15/10/2019 11:35:40 - finaldata.com , antivirus delete , helm vps , infostealer.jianghu , advanced registry optimizer 1.3 5

Modello 730, come funziona il pignoramento in caso di debiti non pagati

La lotta all’evasione fiscale è uno dei punti cardine del programma di Governo del Conte bis. L’Esecutivo è pronto a recuperare tutte le imposte non versate allo Stato, e per farlo partirà dal recupero coatto delle somme dovute all’Erario tramite compensazione e pignoramento del 730. Il recupero dei debiti avverrà quindi tramite il pignoramento delle somme a credito riportate sul modello 730, è questo il sistema che il Governo sta mettendo a punto in questi giorni. La proposta, così come esposta, dovrebbe essere inserita nel Decreto Fiscale, che anticiperà la Legge di Bilancio e che dovrebbe essere presentato dalle Camere ufficialmente la prossima settimana. I lavori sono ancora in corso ma, stando alle ultime notizie emerse, gli interventi sarebbero già stati definiti per bene. L’obiettivo è prima di tutto quello di recuperare i 7,2miliardi di euro che servono per pareggiare i conti con la Legge di Bilancio. Per questo motivo il decreto fiscale ha lo scopo di stanare i contribuenti morosi, risolvendo la loro situazione debitoria e agendo tramite un recupero coatto del denaro dovuto allo Stato. Nella maggior parte dei casi si tratterà di una compensazione automatica ed obbligatoria di tutti i debiti e le somme delle cartelle iscritte a ruolo non ancora pagate. Tale meccanismo, tuttavia, non farà altro che ritardare i tempi di riscossione di eventuali rimborsi e crediti di imposta, e questo perché:

  • per quanto riguarda il 730 (modello precompilato compreso), i rimborsi riportati nel modello verranno automaticamente decurtati qualora il Fisco riscontri la presenza di eventuali debiti del contribuente iscritti a ruolo e non ancora pagati. In questo caso l’importo a credito verrà pignorato per compensare, per la quota corrispondente, il debito riscontrato (o anche solo una parte di esso);
  • per quanto riguarda invece le somme dovute a seguito della presentazione della dichiarazione Irpef, Ires o Irap, i crediti che superano i 5mila euro di importo potranno essere utilizzati dal contribuente ma solo previa verifica ed autorizzazione dell’Agenzia delle Entrate. L’Amministrazione Finanziaria, in questo caso, consulterà l’Agenzia della Riscossione e, prima di pagare il contribuente, si accerterà che questo non abbia debiti pendenti con il Fisco. Se così fosse, proprio come con il pignoramento del 730, l’AE procederà con una compensazione delle quote. In caso contrario al cittadino verranno riconosciuti i crediti vantati nei confronti dell’Erario.
Sarà comunque l’Agenzia delle Entrare Riscossione che, decorsi 60 giorni, notificherà al diretto interessato l’utilizzo delle somme a credito fino a concorrenza dei debiti a ruolo. Il contribuente, in caso di disguidi o errori, avrà 30 giorni di tempo per far valere le sue ragioni e presente ricorso. In fine, bisogna precisare che compensazione e pignoramento del 730 non varranno nel caso in cui  il contribuente si sia già attivato per restituire le somme dovute all’Erario tramite sottoscrizione di un piano rateale.
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