Ricercatori e cittadini per la valutazione dello stato di conservazione dei cetacei nella Regione Lazio Isprambiente.gov.it - 10/12/2019 06:06:35 - heur trojan , gentoo dedicated server , directadmin web hosting , no adware net , web hosting company in kolkata

Ricercatori e cittadini per la valutazione dello stato di conservazione dei cetacei nella Regione Lazio

Il coinvolgimento dei cittadini nelle attività di monitoraggio ambientale è un tema di grande interesse, sia in ISPRA che nell’intero Sistema Nazionale di Protezione dell’Ambiente (SNPA), che si sono di recente dotati di strutture organizzative dedicate. L’applicazione della Citizen Science sui temi tradizionali, come ad esempio mare, biodiversità, natura, suolo, è ormai consolidata e da molti anni si conducono in ISPRA progetti di successo. L’attenzione sta crescendo anche verso l’esplorazione di nuovi campi d’azione e nuovi approcci, anche in considerazione dell’innovazione tecnologica che mette a disposizione strumenti e applicativi un tempo non disponibili, e del ruolo sempre più dominante dei social media. La Citizen Science, oltre a costituire un valido supporto per il monitoraggio e la raccolta di significative quantità di dati sulle matrici ambientali, costituisce anche un importante strumento per sensibilizzare i cittadini sulle problematiche ambientali, far acquisire consapevolezza, favorire l’avvicinamento alle attività del Sistema e rafforzare il rapporto di fiducia verso le istituzioni, principalmente su alcune tematiche particolarmente conflittuali. Inoltre, in alcuni casi, consente la segnalazione rapida di situazioni critiche che richiedono l’attivazione di monitoraggi ufficiali (monitoraggio sentinella). In questo contesto ampio si può inquadrare il progetto sulla valutazione dello stato di conservazione dei cetacei. Dati raccolti da ricercatori di diversi enti scientifici italiani, tra cui l’Università della Sapienza ed ISPRA, e da cittadini, hanno permesso di fornire un primo stato delle conoscenze sui cetacei della Regione Lazio e ottenere informazioni riguardo la presenza delle specie e sugli habitat utilizzati. E’ appena stato pubblicato uno studio che utilizza in maniera integrata fonti di dati provenienti da protocolli di ricerca convenzionali e informazioni ricavabili dai social media. Il lavoro ha messo a punto una metodologia per lo studio delle popolazioni di cetacei sulla base di dati visivi e acustici raccolti da ricercatori nell’ambito di campagne di ricerca strutturate e registrazioni di presenza ricavate in maniera sistematica da fotografie e video pubblicati da turisti e operatori marittimi sui principali social media. Nell’arco di 10 anni, dal 2008 al 2017, sono stati raccolti informazioni su quasi 1.300 avvistamenti di balene e delfini, di cui oltre la metà dovuti a segnalazioni postate sui social media Sette delle otto specie di cetacei che risiedono regolarmente nel Mediterraneo sono state segnalate nell'area di mare prospiciente la Regione Lazio, anche se con notevoli differenze nella loro frequenza. I dati sono stati utilizzati per costruire modelli di previsione delle aree e degli habitat più idonei alle diverse specie, permettendo così di identificare le aree più importanti su cui focalizzare azioni di conservazione. Benché concentrato principalmente nella stagione estiva e nelle aree più costiere, il contributo dei dati postati dai cittadini ha permesso di convalidare e perfezionare le informazioni provenienti dai soli dati delle ricerche, fornendo un quadro più significativo sulle specie presenti e le aree importanti di distribuzione. Con la crescente necessità di studiare l'ecologia delle balene e dei delfini, richiesta da direttive nazionali e internazionali, il supporto da parte dei cittadini per aiutare la ricerca può costituire una soluzione pratica ed economica per raccogliere un gran numero di dati su larga scala spaziale e nel lungo termine, permettendo di individuare le priorità di gestione. La pubblicazione è scaricabile dal link: https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/aqc.3117

Leggi l'articolo Completo su Isprambiente.gov.it

Leggi l'articolo Completo su Isprambiente.gov.it

Aticoli Correlati