Rassegna stampa e diritto d'autore: l'evoluzione degli uffici stampa e delle leggi a tutela del copyright  - 13/11/2019 15:22:03 - bandys trojans , remove all cookies , northern antivirus free download , sdio host controller , shaw web hosting

Rassegna stampa e diritto d'autore: l'evoluzione degli uffici stampa e delle leggi a tutela del copyright

Rassegna stampa e diritto d'autore: l'evoluzione degli uffici stampa e delle leggi a tutela del copyright

Rassegne stampa e diritto d'autore: è sempre lecito utilizzare e riprodurre i contenuti pubblicati su quotidiani, giornali, riviste e sul web, oppure esistono limiti ben precisi che uffici stampa ed agenzie di comunicazione sono tenuti a rispettare durante lo svolgimento delle proprie attività?
 
Nonostante i servizi di press review per conto terzi (oppure realizzati dagli addetti stampa all'interno delle grandi aziende) rappresentino una pratica diffusissima, non di rado queste attività vengono gestite prestando poca attenzione al rispetto del copyright al quale articoli di giornali e contenuti pubblicati online possono essere soggetti.

Rassegna stampa: questa sconosciuta

In primis, occorre capire come funzionano e quali scopi si pongono le rassegne confezionate dalle agenzie di comunicazione e dagli uffici stampa: il fine, in genere, è quello di selezionare e raccogliere notizie ed informazioni fresche inerenti ad un certo tema, prodotto, marchio o azienda, tenendo conto del maggior numero possibile di fonti, così da offrire una panoramica completa della visione offerta dagli organi di stampa.
 
L'obiettivo ultimo è, per l'appunto, quello di offrire una visione d'insieme ed aggiornata dei contenuti offerti al grande pubblico dalla carta stampata (e non solo) in relazione ad una tematica di interesse strategico, al lancio di un prodotto o di un'iniziativa o, più in generale, saggiare la reputazione di un brand agli occhi dell'opinione pubblica.

Come è cambiato il lavoro degli uffici stampa

Con il boom dell'informazione online, gli addetti alla redazione di rassegne stampa hanno dovuto ampliare molto il numero delle fonti considerate, aggiungendo a giornali, riviste e periodici vari anche l'edizione web dei principali quotidiani, i portali ed i blog di settore, nonché le pagine pubbliche presenti sui social media. La crescita esponenziale delle fonti e delle piazze virtuali, inevitabilmente, si è tradotta in un surplus di lavoro non sempre di facile gestione.
 
Il web, tuttavia, non ha solamente moltiplicato i canali di comunicazione, ma anche creato le condizioni per lo sviluppo di una moltitudine di risorse utili per semplificare le attività di press review.
 
Tra i servizi online studiati per agevolare il lavoro di agenzie di comunicazione e uffici stampa spiccano quelli che consentono di stipulare abbonamenti per la gestione e la consegna di quotidiani, periodici e riviste (per un esempio si può consultare questo link). In sostanza, viene offerta la possibilità di richiedere la consegna in sede delle testate di interesse nel numero desiderato, verificando in modo pratico e veloce i titoli disponibili.
 
Rappresentano ormai strumenti di uso comune anche gli applicativi web che, tramite la sottoscrizione di abbonamenti personalizzati, permettono di consultare l'edizione digitale di quotidiani, riviste e periodici, aggiungendo anche funzioni di ricerca e ritaglio degli articoli, senza dubbio molto utili per gli addetti stampa.
 
Interessante citare anche i tool creati appositamente per tenere traccia delle menzioni ricevute da un prodotto o da un brand sul web, essenziali quando l'obiettivo delle rassegne stampa è quello di monitorare le reazioni della stampa e del pubblico ad esempio nei riguardi delle iniziative di marketing.

Attività di press review e copyright: le norme italiane

Quali sono esattamente i confini esistenti tra libertà di utilizzo della carta stampata nell'ambito di una rassegna stampa e rispetto del diritto d'autore?
 
A fornire le linee guida principali in relazione a questo tema è la Legge sul Diritto d'Autore, promulgata in Italia agli inizi degli anni Quaranta. In particolare, all'interno degli articoli 65 e 70 si trovano riferimenti specifici alle attività di redazione delle rassegne stampa.
 
L'articolo 65 sancisce la possibilità di utilizzo e di riproduzione degli articoli pubblicati a mezzo stampa, ponendo due condizioni: l'assenza di un espresso divieto da parte dell'editore o dell'autore (specificato in genere attraverso la dicitura "riproduzione riservata") e la puntuale citazione della fonte, completa di data di pubblicazione e nome dell'autore.
 
In aggiunta, l'articolo 70 indica come illecite le attività di rassegna stampa finalizzate alla vendita di un prodotto ad un pubblico o, più in generale, quelle potenzialmente in grado di danneggiare in modo diretto chi detiene i diritti delle opere riprodotte.
 
Cosa fare e cosa non fare, in pratica, per evitare il rischio di violare copyright nel realizzare una rassegna stampa?
 
Di norma, occorre richiedere l'autorizzazione dell'editore per la riproduzione di un articolo solo quando questa è espressamente vietata. Viceversa, l'utilizzo dei contenuti pubblicati su giornali, riviste e periodici risulta sempre possibile, avendo l'accortezza di selezionare solo determinati pezzi e passaggi e di riportare in modo chiaro tutte le informazioni relative alla fonte. In più, va tenuto a mente che il destinatario dell'opera di rassegna può essere esclusivamente il personale o un reparto interno dell'azienda oppure un cliente terzo, ma in nessun caso il grande pubblico.
 
E per quanto riguarda le rassegne stampa che includono anche contenuti pubblicati sul web?
 
Le regole da rispettare rimangono le medesime, con l'ulteriore accorgimento di specificare l'indirizzo (URL) del contenuto citato.

Le novità introdotte dalla Direttiva europea sul Diritto d'Autore

A breve, l'Italia dovrà recepire le indicazioni contenute all'interno della Direttiva europea sul diritto d'autore nel mercato unico digitale, che dopo lunghe polemiche ha completato l'iter di approvazione sia presso il Parlamento che il Consiglio Europeo. Le novità introdotte con la direttiva, tuttavia, non dovrebbero incidere in modo particolare sul lavoro di uffici stampa ed agenzie di comunicazione, dal momento che l'obbligo di prevedere un'adeguata retribuzione per chi detiene i diritti di un contenuto pubblicato online riguarderà soprattutto le grandi piattaforme di aggregazione delle notizie (come ad esempio Google News e Facebook).
 

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