Scuola: diplomati magistrali nelle GaE, magistrati rimandano a febbraio Quifinanza.it - 18/07/2019 00:45:14 - free software downloads freeware , download.com microsoft antispyware , istbar aj removal , mesothelioma lawyers , fix internet explorer for free

Scuola: diplomati magistrali nelle GaE, magistrati rimandano a febbraio

(Teleborsa) – Rimandata al 20 febbraio 2019, l’adunanza plenaria del Consiglio di Stato relativa alla possibilità, per i diplomati magistrali prima del 2002, di essere considerati nelle Graduatorie ad Esaurimento (GaE). La motivazione, è contenuta nella doppia ordinanza depositata ieri pomeriggio dai giudici, che sottolineano come “l’eventuale revisione del principio di diritto enunciato dalla sentenza dell’Adunanza plenaria n. 11 del 2017 richiede un adeguato approfondimento in sede di merito”. Il rinvio è stato deciso, in Camera di Consiglio, presieduta da Filippo Patroni Griffi, dopo che gli stessi giudici hanno appurato “che tutte le parti, hanno, comunque, pienamente esercitato il diritto di difesa, depositando articolate memorie difensive ed esponendo le proprie ragioni anche nel corso della discussione orale”. Una questione, quella delle licenze magistrali escluse dalle GaE, che ha preso piede dopo l’intervento dei legali di Anief in difesa di alcuni docenti coinvolti nel taglio delle graduatorie ad Esaurimento. Una passo in avanti secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, che spiega in una nota: il Collegio del Consiglio di Stato ha preso atto della serietà dei temi sollevati dalla nuova ordinanza all’adunanza plenaria. Quella presa a Palazzo Spada è una decisione che, a nostro parere, potrebbe rimettere tutto in discussione. Ora la palla passa alla plenaria, che dovrà chiarire se l’annullamento del decreto ministeriale di aggiornamento delle GaE, passato in-giudicato e richiamato nei successivi decreti ministeriali di aggiornamento annuale, sia efficace anche per altri. La plenaria, inoltre, dovrà fornire chiarimenti relativi al licenziamento di 50 mila maestri, attuato con il Decreto Dignità approvato lo scorso agosto, è da considerarsi lecito o meno.

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