La manovra “monstre” da oltre 36 miliardi prende forma: Flat tax, Reddito di cittadinanza, Quota 100. Ma non solo Quifinanza.it - 22/10/2018 16:57:16 - 4.0 doctor spyware , how to clean computer for free , dialer 17m trojan , host family in new york , mail server software

La manovra “monstre” da oltre 36 miliardi prende forma: Flat tax, Reddito di cittadinanza, Quota 100. Ma non solo

(Teleborsa) Non solo Flat tax, reddito di cittadinanza e superamento della Legge Fornero, che sicuramente rappresentano i pilastri della Legge di Bilancio 2019  targata Lega-5Stelle, che ne hanno definito l’ossatura facendo tanto discutere in questi mesi. Un dibattito, quello sulle coperture, che non si placa mentre restano aperte alcune voci come quella, spinosa, della platea del reddito di cittadinanza, misura simbolo  per il M5S e quella sulla pace fiscale, cavallo di battaglia della Lega, su cui piovono le accuse di essere un condono a tutti gli effetti, seppur, per qualcuno, mascherato. “Non tutto e subito”, ripetono i vicepremier da giorni. Ma la manovra “monstre” da 36,7 miliardi di euro prende forma e dovrebbe essere accompagnata da un decreto fiscale che la completi  nel quale saranno inseriti tutti i provvedimenti cari a Lega e Movimento 5 Stelle.
Giovedì scorso, intanto,  l’Aula del Senato ha approvato la Nota di aggiornamento al Def che autorizza il governo allo scostamento del deficit programmato. Il testo ha ottenuto 161 voti favorevoli e 109 contrari. Via libera anche dalla Camera, dove era necessaria la maggioranza assoluta: 331 i sì e 191 i no. Secondo quanto contenuto nella risoluzione di maggioranza, il deficit salirà al 2,4% nel 2019, per poi scendere al 2,1% nel 2020 e all’1,8% nel 2021.
Soddisfatto il premier Conte: “Siamo sereni e determinati” – L’approvazione del Def da parte di Camera e Senato “significa che il Parlamento italiano si è espresso e rappresenta la sovranità popolare”, lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Siamo convinti di quello che stiamo facendo, siamo molto sereni e determinati. Qualche critica ci può essere, ma anche chiari segnali positivi, come quelli del ministro del Tesoro americano che conosce i fondamentali della nostra economia, che sono molto solidi”. Fondo monetario, Bce e Unione europea bocciano la manovra – Intanto, le istituzioni internazionali fanno quadrato e si mostrano più che scettiche sulla politica economica del governo italiano, e dopo il varo della manovra, fanno pressing accerchiando Roma. FLAT TAX PER 1,5 MILIONI DI PMI – Il forfait esiste già ed è fissato al 15% per i professionisti con ricavi fino a 30.000 euro e per le altre categorie con ricavi fino a 50.000 euro. La platea, a oggi circa 935mila soggetti, salirà fino a 1,5 milioni di autonomi, Snc, Sas e Srl che potranno optare per il regime di trasparenza con ricavi fino a 65.000 euro. Dai 65.000 ai 100.000 euro si pagherà un 5% addizionale. Per start up e attività avviate da giovani under35 resterà lo sconto al 5%. Costo stimato della misura circa 1,5-1,7 miliardi. Commercianti che emettono lo scontrino, artigiani che lavorano con i privati e tutti coloro che decideranno di aderire al nuovo regime, che rimane comunque opzionale, saranno esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica che scatta dal 1 gennaio. Obbligo che resta per le medie e le grandi imprese che sono soggette all’Ires. PENSIONI QUOTA 100 CON 36-37 ANNI CONTRIBUTI – 7 MILIARDI – Governo gialloverde al lavoro su un’ ipotesi di riforma delle pensioni con quota 100 e un minimo di 62 anni di età e 36-37 anni di contributi. Con minimo 36 anni di contributi uscirebbero nel 2019 450 mila lavoratori in più rispetto alle regole attuali; con 37 anni l’uscita riguarderebbe 410 mila persone in più rispetto all’attuale sistema. La percentuale dovrebbe essere del 60% per il settore privato e del 40% in quello pubblico. REDDITO DI CITTADINANZA, MA BISOGNA FARE I CONTI COL NODO RISORSE E PLATEA Servono 10 miliardi per partire nel 2019. L’idea è attingere dalle risorse già presenti per il Rei, circa 2,6 miliardi.Altro nodo non da poco è quello della platea con la Lega che insiste per riservare la misura ai soli cittadini italiani, una discriminante, specialmente nei confronti degli altri cittadini comunitari, che potrebbe presentare problemi di costituzionalità. Il primo passo sarà comunque il potenziamento dei centri per l’impiego. A disposizione ci sono 750 milioni che si punterebbe a raddoppiare, utilizzando anche i fondi europei. Il Movimento punta anche alla pensione di cittadinanza, portando le minime a 780 euro: ma numeri alla mano,  anche qui occorre far quadrare i conti. Per alzare l’assegno sociale a 800mila pensionati, infatti, servirebbero 4 miliardi, mentre per alzare quello di circa 1 milione di invalidi civili (assegno a 282 euro) ne servirebbero almeno altri 6.  IL VECCHIO SCONTRINO VA IN SOFFITTA, ARRIVA QUELLO ELETTRONICO – Vecchio scontrino pronto a fare i bagagli per andarsene in soffitta. Al suo posto pronto a debuttare quello elettronico che si affiancherà alla e-fattura. L’arrivo della certificazione telematica sarà graduale: dal luglio 2019 riguarderà i soli contribuenti con un volume d’affari sopra i 400mila euro l’anno, dal 2020 per tutti gli altri. L’obbligo di fattura elettronica per la maggior parte delle transazioni rimane dal primo gennaio 2019. Lo prevede, appunto, un articolo della bozza del decreto fiscale collegato con la manovra, che contiene anche le norme della ‘pace fiscale’ annunciata dal governo. Il terzo condono sulle cartelle si potrà pagare in 5 anni.
PER COMBATTERE L’EVASIONE LA “LOTTERIA” DEGLI SCONTRINI– Dal primo gennaio 2020 parte la ‘lotteria’ degli scontrini elettronici introdotta dalla legge nel 2016 ma ad oggi rimandata: alla base, la volontà di combattere l’evasione fiscale, incentivando i cittadini a chiedere il rilascio dello scontrino fiscale dopo ogni acquisto. Per convincere anche i negozianti è previsto che una parte della vincita vada proprio all’esercizio dove è stato emesso lo scontrino fortunato.  1,5 MILIARDI DI EURO PER I TRUFFATI DALLE BANCHE – Buone notizie per la platea dei truffati dalla banche. Prende, infatti, vita il fondo di ristoro per i risparmiatori danneggiati dalle crisi degli Istituti bancari veneti e del Centro Italia con il governo gialloverde che ha stanziato 1,5 miliardi di euro a favore dei truffati che potranno così ottenere un risarcimento, seppur parziale, di quanto gli è stato tolto.
Le risorse da destinare al fondo previste dalla manovra arrivano dal cosiddetto “Fondo dei conti dormienti” che raccoglie somme derivanti da rapporti bancari inutilizzate dai legittimi proprietari per almeno 10 anni, confluite nelle Casse dello Stato per un totale di oltre un miliardo di euro ed ormai non più ripetibili causa prescrizione.

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