La fine della povertà. E’ una cosa seria, molto seria, dove l’Italia e le leggi Di Maio non c’entrano nulla… e il ministro sembra che non lo sappia Aduc.it - 23/10/2018 23:32:36 - powerpoint file recovery , adware fastlook , download macafee free , sbi host , how to remove sdbot worm

La fine della povertà. E’ una cosa seria, molto seria, dove l’Italia e le leggi Di Maio non c’entrano nulla… e il ministro sembra che non lo sappia

La fine della povertà. Questa la stranota frase del ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, quando ha annunciato la norma che ha stabilito il reddito di cittadinanza. Frase su cui abbiamo letto di tutto, grazie anche al contesto dell’altrettanto stranoto balcone dove il nostro ministro si è affacciato per salutare e ringraziare chi lo reclamava. Si tratta della elargizione di grossomodo 780 euro al mese per chi non ha un lavoro. Tempi e modi – a parte gli aspetti folkloristici tipo “solo acquisti di prodotti italiani” o “non saranno consentiti acquisti immorali” - non sono ancora ben definiti, ma nel mondo ci sono esempi ed esempi a cui guardare per capire come poter fare, e anche meglio, per esempio, di Germania, Olanda, Gran Bretagna, etc.. Ma non è questo che ci interessa specificatamente. Noi come sempre cerchiamo di guardare più avanti, soprattutto su durabilità, ricaduta e sviluppo di certe scelte politiche. Qual è la scelta politica alla base del provvedimento? E’ nello slogan del nostro ministro: “La fine della povertà”. Urka! Dopo millenni e millenni di persone morte per povertà, il nostro Paese può vantare la formula che avrebbe sconfitto questo flagello. Cambiando alla base la testa, le politiche e i fatti (anche oggettivi, tipo disastri cosiddetti naturali) che sono forieri di povertà? No, ovviamente. Mai compito sarebbe stato più arduo, difficile e – stante il nostro secolo e il nostro millennio ...

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