“Too big to fail”: 10 anni fa il crack della banca Lehman Brothers Quifinanza.it - 18/11/2018 12:56:57 - pstools.com , download mcafee virus scan trial , server enclosure , best email server , mcafee antispyware 2

“Too big to fail”: 10 anni fa il crack della banca Lehman Brothers

(Teleborsa) – Ci sono giorni destinati a restare indelebili nella memoria collettiva. E’ il 15 settembre 2008: intorno alle 5 del mattino, Lehman Brothers, quarta maggiore banca d’investimento degli Stati Uniti, chiede l’ammissione al Chapter 11 del codice fallimentare Usa, dichiarando il default. Oggi, dunque, ricorre il decimo anniversario dal crac, emblema di una crisi globale, ancora oggi non superata. A detta di molti esperti e analisti, infatti, stiamo parlando del più importante fallimento della storia degli Stati Uniti, un evento che di fatto ha cambiato i connotati dell’economia mondiale e che, a 10 esatti di distanza, fa ancora sentire il suo peso a causa del cosiddetto ‘effetto Lehman’ che ha (s)travolto gli Stati Uniti, innescando una spaventosa recessione economica mondiale. 25mila le persone che furono licenziate. Non a caso, tra i momenti che tutti ricordano, anche a distanza ormai di anni, c’è sicuramente quella che fu ribattezzata la lunga “processione” di trader ed operatori finanziari con gli scatoloni in mano. Uomini d’affari stimati e riconosciuti a livello internazionale, diventati all’improvviso disoccupati. Esattamente come le migliaia di dipendenti che “sfilarono” allo stesso modo, increduli e scioccati. Una scena vissuta non solo a New York, ma anche a Londra visto che il fallimento portò al licenziamento dei dipendenti in tutte le sedi di Lehman Brothers nel mondo. Basti pensare che in Europa, persero il lavoro oltre 6mila persone. LA CRISI DEI MUTUI SUBPRIME – A causare il crac della quarta banca Usa, fondata nel lontano 1850, fu la crisi dei mutui subprime, ossia prestiti concessi nell’ambito del mercato immobiliare a persone che non avrebbero potuto accedervi in condizioni normali perché avevano minori garanzie di solvibilità.Un fallimento che, come inevitabile, innescò uno spaventoso effetto domino provocando crolli in borsa in gran parte del mondo, Europa compresa. IL CROLLO DELLE BORSE E LO SPAVENTOSO EFFETTO DOMINO – Il Dow Jones perse più di 504 punti, facendo registrare il crollo più alto dal 17 settembre 2001, primo giorno di scambi dopo l’attentato alle Torri gemelle. In una sola seduta i listini del Vecchio Continente bruciano oltre 120 miliardi di euro di capitalizzazione. L’effetto Lehman colpisce anche i mercati valutari, con l’euro che schizza oltre quota 1,44 dollari e poi frena, tornando intorno a 1,42 sul finale, mentre il petrolio crolla sotto i 100 dollari, col Light crude sotto 96 e il Brent sotto i 93. RICHARD FULD, IL GORILLA – Tra i protagonisti del crac, Richard Fuld, ceo e presidente della banca d’affari. Soprannominato il gorilla, è considerato il maggior responsabile, tanto che nei giorni successivi campeggiava per le strade di New York un suo ritratto dove i risparmiatori potevano scrivere ciò che pensavano di lui. TOO BIG TO FAIL – Per ripagare i creditori tutti i beni della banca furono messi all’asta, inclusa l’insegna Too big to fail.
Dall’esplosione della crisi, nel lontano 2008, sono passati esattamente dieci anni, che hanno profondamente trasformato l’economia europea, anche quella del nostro paese, che non riesce ancora ad alzare la testa.

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