Codacons vs Starbucks: il prezzo del caffè è troppo alto? Quifinanza.it - 14/11/2018 21:05:42 - ad oinadserver removal , michigan accident attorneys , delete weathercast , best ftp server , how to repair win2000

Codacons vs Starbucks: il prezzo del caffè è troppo alto?

Delizioso e avvolgente: difficile rinunciare a una sana coccola fatta di aromi intensi tutti racchiusi in una tazzina di caffè. Solo qualche giorno fa la notizia della definitiva apertura di Starbucks in Piazza Cordusio a Milano, ha aperto le porte a valanghe di commenti: da una parte i sostenitori, che attendevano con grande ansia questo momento, dall’altra chi invece, fedelissimo al caffè italiano, guarda con occhio critico l’entrata nel Bel Paese di un prodotto che porta il marchio del made in America. La location da favola c’è, l’arredamento e il design all’insegna dell’eleganza anche, per non parlare delle innumerevoli varietà di caffè a disposizione. Per la precisione lo Starbucks aperto a Milano è una Reserve Roastery, ovvero un ambiente dove poter vivere a tutto tondo l’esperienza del caffè.  Ma ora veniamo all’assoluto protagonista, il caffè: qui un espresso costa 1,80€. Quasi immediata la denuncia di Codacons all’Antitrust secondo cui i: “Prezzi sono troppo alti, l’autorità verifichi la correttezza delle tariffe imposte ai consumatori”. Certo, il prezzo da pagare per un caffè a Starbucks non è di certo abbordabile, ma il caffè non è un bene di prima necessità e il consumatore ha la possibilità di scegliere in tutta tranquillità dove berlo e quanto spendere. Il prezzo per un caffè è molto variabile: dipende dalla località in cui ci si trova, dal prestigio del locale, ma anche dalla qualità dello stesso caffè. Nel 2018, la bevanda più amata dagli italiani, ha subìto dei rincari. In testa c’è Roma con un aumento dell’11,96% rispetto al 2017, per cui in media un caffè costa 1,03€, ma può salire se ci si trova nei pressi del Colosseo o del Pantheon. Tra le città più care, c’è Torino dove per un espresso si può pagare 1,10€. Stessa cosa anche nelle città dell’Emilia Romagna e a Milano. Perché il caffè di Starbucks quindi costerebbe 1,80€? Dietro al prezzo finale ci sono diversi fattori come la qualità della bevanda, i tempi di preparazione, oltre a tutte le altre spese. Per questo motivo, per far sì che ci sia un guadagno (anche minimo) che permetta di portare avanti l’attività, il costo può lievitare. Proprio a Starbucks un espresso double shot necessita di 14 g circa di caffè (di solito per un espresso normale ne vengono utilizzati la metà), per cui ogni tazza di caffè costerebbe almeno 30 centesimi. A questi vanno aggiunte tutte le altre spese di gestione e di mantenimento del locale che fa alzare il prezzo fino a 1/1,20 € per un caffè (non doppio). Costo che aumenta di qualche centesimo se si considera un minimo di guadagno e in cui rientrano qualità delle materie prime impiegate e del servizio e la location. La qualità in un buon caffè si fa pagare: non vanno dimenticate le difficoltà che spesso si riscontrano nella produzione di questa bevanda, legate al riscaldamento globale e che ha causato delle malattie alle piante. Per trattarle sono necessari trattamenti che richiedono dei costi da non sottovalutare.

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