Quindi non si può essere licenziati per aver insultato il capo su una chat, giusto? Agi.it - 15/11/2018 11:13:55 - malicious files , cleveland dedicated servers , win32 host services , pc virus fix , recover permenantly deleted files

Quindi non si può essere licenziati per aver insultato il capo su una chat, giusto?

Criticare l’azienda per cui si lavora su Facebook può portare dritti, dritti al licenziamento per giusta causa. Non è così se lo si fa in una chat privata. A giugno la Cassazione si era pronunciata su una vicenda del 2012 stabilendo in modo definitivo che no, non ci si può lamentare del proprio datore di lavoro in un luogo pubblico quale è considerata la bacheca di Facebook. Un'altra sentenza di settembre ha specificato che le cose cambiano se si dà addosso al capo in una conversazione privata, quale deve essere considerata una chat (anche con più di due partecipanti). Per capire le differenze tra i due casi bisogna ricostruire le due vicende. Leggi anche su Repubblica: Insulti i capi in chat. Reintegrato. Cassazione: "Sono conversazioni private" L'impiegata Una dipendente di una azienda di Forlì si sfogata così sulla propria bacheca di Facebook: “Mi sono rotta i coglioni di questo posto di merda e della proprietà”. Peccato che tra i suoi 'amici' ci fosse anche il legale della società. Risultato: licenziamento in tronco. La sanzione viene confermata il primo e secondo grado e ad aprile era arrivata anche la sentenza della Cassazione. Il sindacalista Una guardia giurata, dipendente di una società di sicurezza, si era riferito all'amministratore delegato dell'azienda usando parole offensive, in una conversazione nel gruppo Facebook del sindacato. La schermata della chat era stata stampata e inviata all'azienda da un anonimo e il sindacalista ...

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