L'olfatto dei pesci alterato dalle emissioni di CO2 Aduc.it - 19/08/2018 04:00:44 - clean infected computer , online search virus , norton spy , common virus diseases , tomcat vps hosting

L'olfatto dei pesci alterato dalle emissioni di CO2

 Le emissioni di CO2 crescono e i pesci ci rimettono. Uno studio anglosassone pubblicato sulla rivista “Climate Change” lo scorso 23 luglio fa sapere che le facoltà olfattive dei pesci - indispensabili per la loro sopravvivenza - saranno fortemente alterate dalla concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera se le emissioni di carbone continuano a crescere all’attuale ritmo da qui alla fine del secolo. L’olfatto è essenziale per rilevare la presenza di predatori e per la ricerca del cibo. “Questo articolo aiuta a capire il modo in cui la fisiologia dei pesci reagisce ad un’acqua acidificata dalla dissoluzione delle molecole di CO2”, sottolinea José-Luis Zambonino-Infante, fisiologo delle larve di pesce a l’Infremer. Per arrivare a questa conclusione, i ricercatori dell’Università di Exeter hanno confrontato i comportamenti di una specie marina, il branzino, in due distinti ambienti. Una prima popolazione è stata esposta in un luogo in cui la concentrazione atmosferica di gas di carbone era vicino alle 450 parti per milione (ppm), che corrisponde grossomodo al tasso attuale. Una seconda è stata sottomessa a dei tenori compresi tra 800 e 1000 ppm, valore che si prevede sarà raggiunto per la fine del secolo se la frenesia delle attività umane inquinanti non si attenuano. Le osservazioni son inequivocabili: gli animali confrontati nell’acqua più acida, si muovono meno, si paralizzano in situazioni in cui non ci sono pericoli, non cambiano quasi per niente il loro ...

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