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In Francia il settore del software libero vale 5 miliardi

Libertà, uguaglianza e indipendenza informatica: negli ultimi due decenni la Francia ha investito sul software libero, promuovendo un mercato informatico da 500mila posti di lavoro e del valore di quasi 5 miliardi di euro. E questo ha portato il Paese a liberarsi dalle limitazioni che derivano dalla dipendenza dalle grandi corporation dell’informatica e dalle loro licenze. A raccontare l’avventura francese alla platea del Politecnico di Torino è Roberto Di Cosmo, direttore dell’Initiative de Recherche et Innovation sur le Logiciel Libre (Centro francese di ricerca e sviluppo del software libero, Irill) che si occupa di rendere più efficiente e “libero” il parco software della pubblica amministrazione d’oltralpe, in un incontro organizzato dal Centro Nexa su Internet e Società. Perché l'Italia è in ritardo? “Il problema non è né giuridico né economico: abbiamo bisogno di dirigenti con la volontà e le competenze necessarie per trascinare il settore pubblico verso un uso più efficiente delle tecnologie”, ha spiegato Di Cosmo ad Agi. “In Francia tutto è iniziato dai requisiti imposti dai dirigenti per gli appalti che riguardano i software, i quali prevedevano un tempo di risposta per eventuali problemi di sole quarantotto ore, risultato molto più facile da ottenere sul software libero”. Ma cosa si intende quando si parla di software libero? Secondo la definizione che ne dà la Gnu ...

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