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Vitalizi, l’attacco dell’Inps. Boeri: “Ci costano 150 milioni l’anno”

Si torna a parlare di vitalizi dei parlamentari: mentre le forze politiche uscite vincitrici dalla tornata elettorale preparano il piano per ricalcolarli o cancellarli, il presidente dell’Inps Tito Boeri torna sul tema denunciando la scarsa trasparenza da parte della Camera negli anni passati ed il tema degli oneri figurativi. Un ricalcolo contributivo dei vitalizi dei parlamentari – ha inoltre spiegato Boeri nella trasmissione tv ‘Mezz’ora in più’ di Lucia Annunziata – avrebbe portato a risparmi importanti, non solo simbolici, nell’ordine dei 150 milioni l’anno. TRASPARENZA – “Trovo scandaloso che la Camera non ci abbia fornito i dati sui contributi, versati dai singoli parlamentari, cariche pubbliche”, dice Boeri in merito alla precedente legislatura, auspicando che “l’impegno della nuova legislatura sia vero, un primo segnale sarebbe darci queste informazioni per poter fare calcoli trasparenti”. “I vitalizi – ha proseguito Boeri – erano uno schema insostenibile fin dall’inizio: si è partito già da subito in disavanzo. Nel 2016 io ero stato chiamato in audizione parlamentare e ho fornito i dati in nostro possesso, sollecitandone altri, ma trovo scandaloso che la Camera non ci abbia dato questi dati. Anche sulle valutazioni che ci sono state richieste, come sul ddl Richetti, non abbiamo avuto i dati sui contributi versati dai parlamentari: avrebbero dovuto darci la possibilità di fare analisi più dettagliate”. ONERI FIGURATIVI – Oltre al vitalizio, c’è un altro privilegio per i nostri onorevoli: quello legato agli oneri figurativi. Se un parlamentare era prima un lavoratore dipendente, durante il mandato” alla Camera o al Senato l’Inps gli deve versare i contributi datoriali: si tratta di circa il 24% della loro retribuzione, che in alcuni casi l’Inps ha versato per 20 o 30 anni. “Ho scritto una lettera all’ufficio di presidenza della Camera e a Fico – ha detto in proposito Boeri – una missiva nella quale si segnala ‘l’anomalia’ in base alla quale dopo l’elezione i parlamentati possono farsi ancora riconoscere i contributi figurativi della precedente occupazione, dunque mentre maturano il vitalizio maturano anche i contributi del vecchio lavoro e questo grava sulle casse dell’Inps”. Boeri ha sottolineato come stando ai calcoli dell’Inps, uniformando le pensioni dei parlamentari a quelle degli altri cittadini, si sarebbero ottenuti risparmi importanti e non solo simbolici, pari a 150 milioni all’anno. “Adesso – ha aggiunto Boeri – vedo che con questa nuova legislatura c’è un impegno nuovo: mi auguro sia vero. Il primo segnale serio sarebbe quello di darci le informazioni per rifare un calcolo serio”. Leggi anche:
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