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Quarant'anni fa un robot conquistava il cuore di una generazione. Si chiamava Goldrake 

Erano giorni terribili quelli. I 55 giorni che vanno dal sequestro di Aldo Moro al ritrovamento del suo corpo: giorni in cui un Paese attonito si interrogava su fino a che punto si sarebbe spinta la barbarie terrorista. Giorni in cui era difficile nascondere ai bambini la tensione che attraversava il Paese, che entrava nelle case attraverso i tg, le facce scure dei conduttori durante la lettura dei complessi comunicati delle Brigate Rosse. Dal 7 febbraio, poco dopo pranzo, su Rai1 andava in onda Heidi e il secondo canale della Rai aveva bisogno di qualcosa che lo distinguesse e spianasse la strada al Tg2 della sera. E forse anche che servisse a distrarre i più piccoli.  Così il 4 aprile 1978, mentre le Br tentavano una rivoluzione che sarebbe fallita, sul piccolo schermo nelle case italiane ne andava in onda una destinata a cambiare per sempre le abitudini e la cultura. Alle 19 viene trasmessa la prima puntata di un’innovativa serie animata giapponese che in Italia viene intitolata Atlas Ufo Robot ma che per tutti diventa immediatamente Goldrake dal nome del suo protagonista, uno straordinario e portentoso robot che difende il pianeta Terra a colpi di maglio perforante e alabarda spaziale dai malvagi alieni venuti da Vega. La Ufo rivoluzione  Per i bambini di allora è amore a prima vista e per i palinsesti televisivi è una rivoluzione. Di lì a qualche mese, complici anche i cambiamenti legislativi in materia di trasmissioni via etere, in tutta Italia è un proliferare di emittenti private ...

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