Tra 15 anni gli impianti a fusione nucleare illumineranno le città Quifinanza.it - 18/07/2018 01:23:49 - clustered hosting , delete trojan vundo , loans home equity , nortans antivirus , find spyware tools here

Tra 15 anni gli impianti a fusione nucleare illumineranno le città

Le città del futuro saranno illuminate come le stelle? Si tratta di una possibilità molto concreta. Infatti il Mit ha ottenuto un primo finanziamento per costruire dei magneti superconduttori che verranno inseriti in un reattore a fusione nucleare. Lo scopo sarà quello di alimentare le città, prendendo esempio dal processo energetico che rende luminose le stelle. La fusione nucleare potrebbe essere una delle strade più interessanti per il futuro energetico e ad approfondire la questione è il Massachusetts Institute of Tecnology insieme alla compagnia privat Commonwealth Fusion System. L’obiettivo sarà quello di realizzare un reattore da 100 milioni di watt di potenza, di dimensioni ridotte a quelle di un furgone. Ma prima di arrivare a questo, l’impegno su cui si concentrerà il lavoro dei prossimi tre anni,  sarà quello di creare magneti superconduttori, che diventeranno il centro del reattore. Si parte da un investimento di 30 milioni di dollari. Sono invece 15 gli anni stimati per fare in modo che questo progetto diventi realtà con un primo prototipo. La fusione nucleare è quella che compiono in continuazione le stelle, trasformando idrogeno per produrre elio. Questo produce una grande quantità di energia che si espande sotto forma di luce e calore. Nell’impiego della fusione nucleare per illuminare le città, i magneti superconduttori hanno un compito molto importante. Infatti sulla terra l’idrogeno si estrae dall’acqua, ma perché sia utile bisogna trasformarlo in plasma, con temperature elevatissime che raggiungono gli 80 milioni di gradi centigradi. Il plasma, quindi, a questa temperatura fonderebbe gli altri materiali. E qui entrano in gioco i magneti superconduttori, che hanno il compito di contenerlo. Inoltre potrebbero generare un campo magnetico quattro volte superiore a quelli sperimentati fino a oggi, questo grazie a l’ossido di ittrio bario e rame. I magneti verranno inseriti in un prototipo di reattore (Sparc) che dovrebbe essere pronto entro una quindicina di anni. Il prototipo potrà essere in grado di produrre 100 milioni di watt: la quantità di energia elettrica necessaria per illuminare una cittadina. Nota positiva il fatto che utilizzando Sparc non ci saranno emissioni di anidride carbonica. Nel mondo si sta lavorando anche ad altri reattori a fusione. In Francia, ad esempio, si sta lavorando su Iter, progetto frutto di una collaborazione internazionale.

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