Commercio, gennaio amaro per le vendite al dettaglio. Bene quelle online Quifinanza.it - 21/07/2018 23:02:14 - multi web hosting , benevento hellas , dedicated ftp server , good removal spyware tool , image hosting sharing

Commercio, gennaio amaro per le vendite al dettaglio. Bene quelle online

(Teleborsa) Inizio d’anno in flessione per le vendite al dettaglio scese su base mensile dello 0,5% in valore e dello 0,7% in volume. Nel dettaglio, le vendite di beni alimentari non subiscono variazioni, mentre quelle di beni non alimentari registrano un calo dello 0,9% in valore e dell’1% in volume . IL “RUGGITO” DELL’ ONLINE – Lo ha reso noto ‘ISTAT, comunicando che a partire dal 2018 sono state introdotte delle novità, in particolare, l’ampliamento del campo di osservazione, che ora include anche le imprese che svolgono come attività prevalente il commercio elettronico che, per fortuna, hanno registrato un aumento del 2,4% dallo 0,9% di dicembre. Ma torniamo al calo di gennaio. Le cose, insomma, non si mettono bene. E potrebbero andare persino peggio. A far discutere, infatti, in questi giorni la notizia del possibile aumento dell’IVA: una ipotesi da scongiurare. Se, infatti, dovessero scattare, gli aumenti IVA imposti dalle clausole di salvaguardia avrebbero un grave impatto sui consumi, portandoci a perdere nel corso del prossimo triennio 23 miliardi di euro di spesa, circa 885 euro a famiglia. Queste le stime rese note da una simulazione condotta, nei giorni scorsi, da Confesercenti. PIL A RISCHIO FRENATA – Le conseguenze sulla crescita della nostra economia sarebbero significative. In particolare, sulla base delle relazioni storiche si stima una riduzione della crescita in termini di Pil pari allo 0,3 nel 2019 e dello 0,4% nel 2020 e nel 2021, legata in prevalenza all’incidenza della misura sull’inflazione e sui consumi delle famiglie. L’impatto atteso sui prezzi, infatti, è di un aumento dello 0,6% già nel 2019 e dello 0,7% per entrambi gli anni successivi, per i beni di largo consumo ma anche per prodotti e servizi turistici. Una stangata che secondo le nostre analisi si trasformerebbe quasi del tutto in contrazione degli acquisti, con un effetto immediato e crescente sui consumi, che perderebbero mezzo punto già nel 2019 per arrivare a perdere quasi un punto (-0,9) nel 2021. ALLARME COLDIRETTI:SCONGIURARE PREVISTO AUMENTO IVA” – Si aprirebbero, dunque, scenari nefasti in un contesto già fragile. Per questo occorre scongiurare il previsto aumento dell’Iva che rischierebbe di farci cadere in una pericolosa fase di recessione nei consumi in una situazione in cui una persona su quattro è a rischio povertà. A lanciare l’allarme è Coldiretti commentando, appunto, il calo dello 0,8% del commercio al dettaglio a gennaio registrato dall’Istat nonostante i saldi. “La situazione di difficoltà è resa evidente dal fatto che – prosegue l’associazione – i discount alimentari con un balzo del 3,6% sono l’unica forma distributiva a far registrare un deciso aumento delle vendite mentre il maggior calo si rileva per gli ipermercati sempre a prevalenza alimentare (-3,6%)”. Il rincaro dell’Iva, si legge ancora, colpirebbe anche beni di prima necessità come carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero con aliquota al 10 per cento e vino e birra con aliquota al 22% con effetti drammatici sui redditi delle famiglie e sull’andamento dei consumi in settori chiave come quello alimentare. MASSIMO DONA’: “AUMENTO IVA DISASTROSO” – “Dati pessimi, le vendite calano sia su base mensile che su base annua, sia in valore che in volume. Per questo sarebbe disastroso aumentare l’Iva che, essendo un’imposta proporzionale, colpirebbe molto di più le famiglie povere e numerose, e avrebbe solo l’effetto di reprimere ulteriormente i consumi”. Questo il commento, che non lascia spazio a interpretazioni, di Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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