Notizie dal Forex 15 febbraio 2018 Quifinanza.it - 25/09/2018 22:38:19 - server audit , css hosting , host my picture , kernelfaultcheck spyware , panda titanium 2006 antivirus+antispyware

Notizie dal Forex 15 febbraio 2018

(Teleborsa) – EUR/USD
L’euro conserva il vantaggio nei confronti del biglietto verde dopo un lieve deprezzamento accusato la vigilia in scia al dato più forte delle attese sull’inflazione statunitense. Statistica che ha aumentato la percezione tra gli addetti ai lavori di un atteggiamento più aggressivo della Fed in chiave di tassi. Il cross dopo essere sceso sotto quota 1,23 dollari, recupera terreno e arriva a toccare gli 1,25 dollari mostrando un rialzo di oltre l’1% su base settimanale. La prima area di resistenza è vista a 1,2511 dollari. USD/YEN
Il biglietto verde perde ancora terreno nei confronti dello yen nonostante il dato sui prezzi statunitensi abbia surriscaldato le aspettative di una stretta monetaria più aggressiva da parte della Federal Reserve. Il cable USD/YEN scambia a 106,66 mostrando una flessione di oltre due punti percentuali su base settimanale. Il primo livello di supporto è visto in area 106,21. La divisa giapponese, considerata bene rifugio, trova assist anche dal dato sul PIL del quarto trimestre, che ha registrato la fase di espansione ininterrotta più ampia dal 1989. GBP/USD
La sterlina rafforza i guadagni sul biglietto verde scambiando a 1,4063 dollari con la prima area di resistenza vista a 1,4097. Gli ultimi dati macroeconomici hanno rivelato che l’inflazione britannica è rimasta vicina ai massimi di sei anni, a gennaio, alimentando le aspettative di un aumento dei tassi da parte della Banca di Inghilterra nei prossimi mesi. EUR/YEN
L’euro perde terreno nei confronti della valuta giapponese scambiando a quota 133,09 yen e mostrando una flessione di oltre un punto percentuale su base settimanale. Il primo livello di supporto è visto in area 132,64 yen. A fare da assist alla divisa nipponica, contribuiscono le speculazioni che la Banca centrale giapponese possa essere vicina a ridurre lo stimolo monetario dagli attuali livelli record, anche alla luce del dato sul PIL del quarto trimestre.

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