Il Pil della discordia: cresce dell’1,4% nel 2017 ma non tutti sono contenti. CGIA: “Siamo comunque ultimi in UE” Quifinanza.it - 18/09/2018 21:40:48 - cydoor. , host family england , sannio giornale , 1.2 pro registry repair version , get lost files

Il Pil della discordia: cresce dell’1,4% nel 2017 ma non tutti sono contenti. CGIA: “Siamo comunque ultimi in UE”

(Teleborsa) I numeri non sempre mettono tutti d’accordo. O meglio, a seconda di come li guardiamo possono indurre a riflettere sotto più punti di vista. Per questo c’è chi esulta e chi invece preferisce la strada della cautela.
Il dato oggettivo è che nella media del 2017 il Pil è aumentato dell’1,4% rispetto all’anno prima. Lo rileva l’Istat. L’economia italiana non cresceva a ritmi così alti dal 2010 – Se la prima stima diffusa oggi dall’Istat, ancora provvisoria, sarà confermata nel report che fa il punto sui conti nazionali, il +1,4% sarebbe il dato più alto dal +1,7% messo a segno nel 2010. Un dato, seppur positivo, che però non accontenta tutti – Federconsumatori: “Aumenta la ricchezza del Paese, ma non quella delle famiglie” – Non tarda ad arrivare il commento di Federconsumatori che accoglie il dato senza particolare entusiasmo, facendo notare come l’Istituto di Statistica rileva una crescita che, purtroppo, non trova pieno riscontro nel miglioramento delle condizioni delle famiglie che, in molti casi, vivono ancora situazioni di profondo disagio.
Le difficoltà maggiori si concentrano nei nuclei familiari in cui manca il lavoro, in cui un genitore è disoccupato, ma anche nelle famiglie dove figli o nipoti sono in cerca di occupazione: proprio in queste ultime sono i genitori o i nonni che, con il proprio reddito, devono far fronte alle carenze delle nostre forme di welfare, con un onere che l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato pari a circa 450 Euro al mese. Anche dalla CGIA non sembrano affatto soddisfatti: Anche nel 2017 siamo ultimi in UE – “Sebbene abbiamo toccato il record di crescita degli ultimi 7 anni, anche nel 2017 nessun altro Paese dell’Ue a 27, purtroppo, ha registrato un aumento del Pil inferiore al nostro. E’ questo il commento del coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA, Paolo Zabeo, dopo aver letto i dati presentati oggi dall’Istat sull’andamento del Pil nel 2017. ANCORA NON VA – Quelli pubblicati nei giorni scorsi dalla Commissione europea – prosegue Zabeo – ci delineano una situazione ancora molto pesante per il nostro Paese. Se nel 2016 solo la Grecia ha segnato un incremento del Pil inferiore a dato Italia, -0,2 per cento contro il nostro +0,9 per cento, nel 2017, invece, nessuno ha fatto peggio di noi. E anche nel biennio 2018-2019 le previsioni di Bruxelles ci dicono che continueremo ad indossare la maglia nera della crescita in Ue. Se per l’anno in corso la ricchezza prodotta nel nostro paese dovrebbe attestarsi all’1,5 per cento, nel 2019 dovrebbe scendere all’1,2 per cento”. SOTTO IL SEGNO MENO  PER FARE DI PIU‘ – “Solo con meno tasse, meno burocrazia e più investimenti pubblici abbiamo la possibilità di rilanciare il Paese, altrimenti, rischiamo di essere sistematicamente relegati come ultimo vagone del treno europeo”, conclude il Segretario della CGIA, Renato Mason.

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