I numeri shock dell’ economia illegale in Sicilia: “vale” il 19 per cento del Pil Quifinanza.it - 19/10/2018 02:00:22 - cleaner registry review , dot net nuke hosting , web hosting jobs , degrag program , dll file fixer

I numeri shock dell’ economia illegale in Sicilia: “vale” il 19 per cento del Pil

(Teleborsa) – Quasi 15 miliardi, a voler essere precisi 14,95: questo il valore dell’economia illegale in Sicilia, con una incidenza del 19,2 per cento sul Pil (77,89 miliardi nel 2015). La percentuale è più alta solo in due regioni, Calabria (21,3 per cento) e Campania (20,1 per cento). Numeri shock  – Un vero e proprio fiume di denaro per quella che gli esperti definiscono ‘economia non osservata’ e che include sommerso e attività illegali.  Lo rileva l’ultimo bollettino Istat diramato a fine anno.  Negli ultimi tre anni, prendendo per buoni i numeri, la Sicilia ha prodotto un’economia non osservata pari a quasi 50 miliardi di euro. Di tutto e di più – In questi soldi c’è un po’ di tutto: imposte non dichiarate dalle imprese per 5,68 miliardi (7,3 per cento) lavoro nero per 6,31 miliardi (8,4%), economia illegale per altri 2,96 miliardi (3,3 per cento). Numeri, insomma, che fanno la differenza. In negativo. Basti pensare, infatti, che se la Regione riuscisse a incassare anche una parte di questa massa di denaro risolverebbe molti dei suoi problemi.  L’evasione fiscale vale cento miliardi l’anno, 35 solo di mancato gettito Iva – Un problema drammatico quello dell’evasione nel nostro Paese che pesa e non poco sulle casse dello Stato sottraendo ogni anno un vero e proprio tesoretto: sfiora, infatti,  i 108 miliardi di euro l’anno il totale dell’evasione fiscale in Italia. Alle casse dello Stato vengono sottratti ogni 12 mesi, in media, 97 miliardi di tasse e quasi 11 miliardi di contributi previdenziali per un totale di 107 miliardi e 701 milioni. E’ l’Iva (imposta sul valore aggiunto) la tassa “preferita” dagli evasori, con 35,7 miliardi, seguita dall’Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche) con 35 miliardi. A renderlo noto un recente studio condotto da Unimpresa. 

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