Sabato 17 e domenica 18 ottobre - “L’arte della commedia” apre la Rassegna del Teatro 99Posti, in scena la Compagnia dell’Eclissi Teatro99posti - 21/07/2019 19:57:50 - how to retrive a deleted file , hupigon.gen23 , server blade , dedicated envelope printer , registration tool

Sabato 17 e domenica 18 ottobre - “L’arte della commedia” apre la Rassegna del Teatro 99Posti, in scena la Compagnia dell’Eclissi

“Piccolo teatro, grandi emozioni” è il motto scelto dal Teatro 99Posti di Torelli di Mercogliano per raccontarsi in
breve al pubblico vecchio e nuovo che si appresta a vivere la Rassegna di Teatro Contemporaneo e
d’Innovazione 2015/16 che inizia sabato 17, alle 20,30, e domenica 18, alle 18, con la Compagnia dell’Eclissi
che porterà in scena “L’arte della commedia” di Eduardo De Filippo, regia di Marcello Andria.
E’ il quarto anno consecutivo che l’apprezzata Compagnia salernitana apre la Rassegna del 99Posti, è ormai
un rito che ne unisce e rafforza il vincolo di amicizia e stima; come spiega il Direttore Artistico della Rassegna
Federico Frasca: “Molti degli spettacoli presenti nel nostro cartellone sono di compagnie campane e toccano
temi dolorosi e scomodi, primo fra tutti il concetto di identità e quello di comprensione e considerazione di ciò
che ci è estraneo, esterno, sconosciuto. La nostra, quindi, è volontariamente, e ancora una volta, una scelta
di impegno, in un momento in cui molti strizzano l’occhio all’intrattenimento puro, la rassegna del Teatro
99Posti opta per la sperimentazione, l’attenzione per tutto ciò che si oppone ai modelli, agli stereotipi, alle
generalizzazioni”.
La pièce di De Filippo si interroga sulla funzione sociale del teatro e dell’attore; i personaggi si confrontano,
ognuno a suo modo sul tema del confine tra realtà e finzione, un confine labile, un filo sottile che divide
l’umanità reale da quella rappresentata sul palcoscenico. Il finale lascia la porta aperta a tutte le possibili
varianti del gioco teatrale. La Compagnia dell’Eclissi ha voluto confrontarsi con questo testo per celebrare il
trentennale della scomparsa di De Filippo e i cinquanta anni dalla prima rappresentazione di questo lavoro
che è tra i più apprezzati, attuali e lungimiranti.
La Rassegna prosegue il 7 e 8 novembre con Teatro in Fabula in “Variazioni enigmatiche” di Éric E.Schmitt,; il
21 e 22 novembre con Officina Dinamo in “Opinioni di un clown” di Heinrich Böll; il quarto spettacolo sarà
messo in scena da Nuovo Teatro Sanità in “L’Anniversario” scritto e diretto da Gianluca d’Agostino il 19 e 20
dicembre; sabato 16 e domenica 17 gennaio E. Lama & M. Bruno in “Sottovoce. Omaggio a Raffaele Viviani”
di Ernesto Lama; sabato 30 e domenica 31 gennaio Le Pecore Nere Teathre de Poche in #LAVOROVER40,
di Michel Vinaver; sabato 27 e domenica 28 febbraio Virus Teatrali in “Summit di Carnevale” scritto e diretto
da Giovanni Meola; chiude la Rassegna, il 6 e 7 marzo, Fibre Parallele in “La Beatitudine” di L. Lanera e
Spagnulo. Fuori abbonamento due eventi speciali: il 5 e 6 dicembre “Eternapoli”, regia di Enrico Ianniello e 13
e 14 febbraio “Il Cielo di Palestina” del Teatro Elicantropo, regia di Carlo Cerciello.
Il Teatro 99Posti realizza anche gli apprezzati Laboratori teatrali “RitmoParolaSentimento di EsseriUmani” cui
è ancora possibile iscriversi: Lab Comunicazione per professionisti e adulti a cura di Paolo Capozzo;
Laboratorio Bambini e Ragazzi a cura di Maurizio Picariello ed Elena Spiniello e il Laboratorio di Danza
Contemporanea a cura di Antonella De Angelis (info 328 4143794)
Tutte le attività del teatro sono possibili grazie all’impegno, alla collaborazione e ai contributi dei suoi associati
ed in particolare di Paolo Capozzo, Dina Del Regno, Gianni Di Nardo, Federico Frasca, Lia Maffei, Elda
Martino, Maurizio Picariello, Antonella Russoniello, Elena Spiniello. L’accesso al Teatro è possibile ai soli
associati o associazioni convenzionate, per info e prenotazioni 328.4143794 .
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Teatro 99 Posti
RASSEGNA DI TEATRO CONTEMPORANEO E DI
INNOVAZIONE 2015-16
1. Sabato 17 ottobre, domenica18 ottobre - Compagnia dell'Eclissi – L'arte della Commedia di E. De
Filippo – Regia Marcello Andria. Interpreti: F. Avella, L. Cioffi, E. Fava, A. M. Fusco Girard, G.
Gentile, A. Iannone, E. Tota
2. Sabato 7 e domenica 8 novembre – Teatro in Fabula – Variazioni enigmatiche di Éric E.Schmitt,
regia di Aniello Mallardo. Interpreti: Gianni Caputo e Mario Troise.
3. Sabato 21 e domenica 22 novembre – Officina Dinamo – Opinioni di un clown di Heinrich Böll,
regia di Roberto Negri. Interpreti: Margherita Mannino, Roberto Negri e Stefano Skalkolos.
4. Sabato 5 e domenica 6 dicembre – Eternapoli da Giuseppe Montesano, regia Enrico
Ianniello. Interpreti: Enrico Ianniello. Fuori abbonamento
5. Sabato 19 e domenica 20 dicembre – L'anniversario, scritto e diretto da Gianluca d'Agostino.
Interpreti: Gianluca d'Agostino e Antonio Marfella
6. Sabato 16 e domenica 17 gennaio – E. Lama & M. Bruno – Sottovoce. Omaggio a Raffaele
Viviani, scritto e diretto da Ernesto Lama. Interpreti: Ernesto Lama, Elisabetta D'Acunzo, Marina
Bruno e Giuseppe Di Capua
7. Sabato 30 e domenica 31 gennaio – Le Pecore Nere Theatre de Poche - #LAVOROVER40, di
Michel Vinaver, regia Bruno Tramice. Interpreti: Bruno Tràmice, Ettore Nigro, Lorena Leone, Clara
Bocchino
8. Sabato 13 e domenica 14 febbraio – Teatro Elicantropo - Il Cielo di Palestina, scritto e
diretto da Carlo Cerciello. Interpreti: Imma Villa e altri 21 attori. Fuori abbonamento
9. Sabato 27 e domenica 28 febbraio – Virus Teatrali - Summit di Carnevale, scritto e diretto da
Giovanni Meola. Interpreti: Luigi Credendino, Alessandro Palladino e Ferdinando Smaldone
10.Sabato 6 e domenica 7 marzo – Fibre Parallele - La Beatitudine, di L. Lanera e R. Spagnulo, regia
Licia Lanera. Interpreti: Mino Decataldo, Danilo Giuva, Licia Lanera, Riccardo Spagnulo, Lucia
Zotti
ORARIO SPETTACOLI : Sabato ore 20,30 e Domenica ore 18.00
L’ingresso è consentito ai soli soci e associazioni convenzionate.
L’associazione al Teatro 99 Posti è gratuita
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Note informative sugli spettacoli
L’ARTE DELLA COMMEDIA — SAB 17 E DOM 18 OTTOBRE 2015
di Eduardo De Filippo
Regia di Marcello Andria
con:
Felice Avella, ORESTE CAMPESE
Leandro Cioffi, SEGRETARIO DI PREFETTURA
Ernesto Fava, PREFETTO
Anna Maria Fusco Girard, LUCIA PETRELLA, maestra elementare
Andrea Iannone PIANTONE e FARMACISTA
Geppino Gentile, PADRE SALVATI
Enzo Tota, QUINTO BASSETTI, medico
Il mondo in fondo è un gran palcoscenico
e la vita una commedia allegra o triste secondo i casi.
Per vivere, gli uomini debbono adattarsi a recitare la commedia
e debbono anche fingere di divertirsi
Eduardo De Filippo
NOTE di REGIA
Oreste Campese, un capocomico di vecchia scuola che percorre in lungo e in largo la Penisola con la sua modesta compagnia, portando nelle
piazze di provincia l’arte e la tradizione secolare del teatro girovago, a seguito dell’incendio del suo capannone si rivolge al prefetto De Caro,
massima autorità locale, per chiedere aiuto. Ne nasce un dialogo dai tratti ironici, ma dal fondo accorato e moralmente rigoroso, sul significato e
sulla funzione sociale del teatro e dell’attore, che appare oggi di indubbia attualità. Ciascuno dibatte con l’arma che gli è propria: con toni
paternalistici e supponenti il rappresentante delle istituzioni, sordo alle ragioni dell’arte; con apparente mitezza e condiscendenza l’attore, fermo
nel difendere le sue posizioni e sorretto dalla sua sobria, ma insidiosa dialettica.
Attorno ai due antagonisti ruotano dei personaggi dalla forte caratterizzazione emblematica – un medico, un prete, una maestra, un farmacista –
ciascuno dei quali porta in scena con passione e calore la logica profonda della propria identità, insinuando il dubbio che il confine fra verità e
finzione sia così labile da non consentire di distinguere l’una dall’altra. In bilico sul filo sottile che divide l’umanità reale da quella rappresentata
sulla scena, raccontano storie così complicate e inquietanti da apparire verosimili, tanto paradossali da poter risultare credibili. Il susseguirsi delle
continue ambiguità si risolverà in un finale sospeso, che lascia la porta aperta a tutte le possibili varianti del gioco teatrale.
Benché l’idea del testo fosse già chiaramente definita nei primi anni ’50, Eduardo scrisse L’arte della commedia nel 1964. Di questo vero e proprio
manifesto della sua poetica negò sempre le ascendenze pirandelliane, asserendo di essersi ispirato piuttosto alla commedia ottocentesca I comici
e l’avvocato di Giacomo Marulli. Innegabile rimane, tuttavia, la connotazione metateatrale del testo. Su questa punta l’obiettivo la regia, che colloca
l’azione scenica nello spazio compreso fra due platee – l’una popolata e concreta, l’altra simbolica – alle quali l’attore alternativamente si rivolge:
una zona liquida, dunque, un palcoscenico dell’esistenza, dove tutti, anche i personaggi che fanno da contraltare alla compagnia dei comici, alla
fine confluiscono, a significare l’inesausto riflettersi della Vita nel Teatro, del Teatro nella Vita. La vetrata che delimita l’ufficio prefettizio – specchio
e diaframma fra immagini ribaltate – è, così, incorniciata da una tenda di damasco rosso, che appare anche come un secondo sipario, replica
concentrica di quello reale.
L’arte della commedia andò in scena per la prima volta al Teatro San Ferdinando di Napoli l’8 gennaio 1965. A Eduardo – interprete, giocoforza, di
Campese – si affiancavano Franco Parenti, Regina Bianchi ed Enzo Petito. Più nota è l’edizione televisiva del 1976, in cui Ferruccio De Ceresa
veste i panni del prefetto De Caro e Mario Scaccia quelli del parroco. Per celebrare a suo modo il trentennale della scomparsa del grande
drammaturgo e attore napoletano, la Compagnia dell’Eclissi ha scelto di misurarsi con uno dei suoi testi meno noti e rappresentati – riportandolo in
scena a cinquant’anni esatti dal debutto – riconoscendovi i tratti di una grande sapienza scenica e di una suggestiva, lungimirante riflessione sul
Teatro, sul mestiere dell’attore, sul rapporto fra Arte e Vita.
Marcello Andria
VARIAZIONI ENIGMATICHE — 7 E 8 NOVEMBRE 2015
di Eric-Emmanuel Schmitt
una produzione Teatro In Fabula per la regia di Aniello Mallardo
con Gianni Caputo e Mario Troise
scene: Sissi Farina – costumi: Anna Verde
video: Fabiana Fazio - foto di scena: Tiziana Mastropasqua - ufficio stampa: Gabriella Galbiati
Noi ci diciamo parole d’amore,
ma chi siamo noi? A chi dici «io t’amo?»
NOTE di REGIA
La piece, scritta da Eric-Emmanuel Schmitt nel 1995, prende spunto da un’opera sinfonica del compositore inglese Edward Elgar, “Enigma
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Variations”: «variazioni su una melodia che non si riesce ad individuare, una melodia molto nota ma che nessuno è mai riuscito a riconoscere. Una
melodia nascosta che si accenna e poi sparisce. Una melodia che si può solo sognare, enigmatica, inafferrabile, così come il sorriso di Helene».
Attraverso le parole di Larsen, l’autore associa il lavoro di Elgar a Helene Metternach, protagonista assente, inafferrabile e enigmatica, ma vero
motore dell’intreccio e dell’incontro–scontro tra Znorko e Larsen. Si tratta di una storia d’amore, o meglio, di una trattazione dialettica sull’amore tra
lo scrittore e il giornalista che presentano una visione diversa della donna amata, pur riconoscendone, entrambi, un’unica essenza profonda. La
messa in scena intende, innanzitutto, conservare la tensione provocata dalla presenza/assenza di Helene, scoprendo lentamente l’enigma e le sue
variazioni, attraverso le diverse e continue agnizioni presenti nel testo. Il dialogo sarà colloquiale, quotidiano, pur conservando la poesia del
linguaggio. L’azione si svolgerà in un’isola/rifugio di lettere, dunque la casa di Abel Znorko sarà un mondo di carta, un universo isolato nella
corrispondenza amorosa.
Tutto si genererà dall’epistolario: la pistola, l’impianto stereo dal quale si diffonderà diegeticamente la “Variazione 9 – Nimrod” di Elgar, la bottiglia e
i bicchieri per il brindisi. Le luci saranno fredde, per restituire l’isolamento volontario di Znorko e l’atmosfera di mistero che avvolge la vicenda. I
costumi e, in genere, la scena tenderanno a decontestualizzare la storia, perché, se è vero che il testo delinea un evento particolare, ambientato in
un tempo e in un luogo precisi, è pur vero che restituisce un messaggio universale, senza tempo e senza luogo.
OPINIONI DI UN CLOWN — SAB 21 E DOM 22 NOVEMBRE 2015
da Heinrich Böll
Adattamento teatrale di Stefano Skalkotos
regia Roberto Negri
con Stefano Skalkotos, Chiara Condrò e Roberto Negri e la partecipazione in voce di Lella Costa e Massimo Giuliani
Una Produzione Compagnia “Tiberio Fiorilli” in collaborazione con Officina Dinamo e Area 5
Con il Patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania
Opinioni di un clown è la storia di Hans, un clown sulla trentina e della sua caduta. La caduta di un uomo che non vuole perdere la sua purezza,
che si rifiuta di crescere. Bloccato nel suo appartamento con un ginocchio forse rotto, Hans percorrerà un appassionante viaggio nella memoria, in
un’astrazione esponenziale, ad un tempo morbo e cura dell’anima. Un percorso di coscienza divertente e malinconico, che confonde l’onirico con il
reale. Una storia che parla di rapporti e relazioni: l’amore, la famiglia. Altre figure della vita di Hans entreranno nel suo appartamento: chi in carne
ed ossa, chi in sogno e chi al telefono. Un affresco dipinto con lo sguardo ingenuo e stupefatto dei bambini, per ricordarci che …
“esiste veramente qualcosa come l’innocenza”. (E.Boll)
Note di Regia
OPINIONI IN LIBERTÀ
Riconosco che dopo avere letto questo libro sono rimasto abbastanza stupito nel constatare come certi argomenti che ruotano attorno alla
religione siano considerati così importanti anche in un paese nordico come la Germania, peraltro patria della riforma protestante. Se infatti il libro
fosse stato ambientato in l’Italia, certe invettive rivolte contro una società borghese-cattolica caratterizzata da un’aura di ipocrisia e sempre pronta
a criticare chi non è allineato col sistema, mi avrebbero sicuramente meravigliato di meno.
Invece il personaggio creato da Boll, è un clown di professione, specializzato nella recitazione di monologhi e pantomime. Attraverso le opinioni
espresse nella casa di Bonn dove si è rifugiato ed esternate sottoforma di pensieri, telefonate a parenti, presunti amici o conoscenti, e ricordi,
dipinge un quadro a tinte piuttosto fosche della società tedesca degli anni sessanta, che pare volere celare gli orrori compiuti durante la guerra ed
a chiedere timidamente scusa di ciò che è capitato.
Il nostro clown è un attore la cui carriera è ormai compromessa, in caduta libera, a causa del forte contraccolpo psicologico causato dalla sua ex
compagna Maria che lo ha lasciato per sposarsi con un fervente cattolico praticante. Inoltre, come se non bastasse, un infortunio ad un ginocchio
non gli permette di muoversi e recitare liberamente sul palcoscenico e rappresenta pertanto un’ulteriore motivo di difficoltà nella prosecuzione della
sua professione. Ecco che l’insieme di queste cause, diventano quasi una scusa per abbandonarsi a sé stesso, per piangersi addosso e
cominciare ad attribuire le colpe del suo stato ai cattolici di Bonn. Costoro sono accusati di avere convinto Maria, anche lei assidua praticante e
frequentatrice di quella comunità, a lasciarlo in quanto non era concepibile che i due vivessero “nel peccato”, senza essere uniti dal vincolo del
matrimonio. Oltre a Maria viene inoltre descritta una galleria di personaggi piuttosto folta, e risulta molto difficile trovarne uno che agli occhi del
protagonista sia esente da qualche colpa o da qualche difetto, compresi i suoi genitori e suo fratello, anche lui convertitosi alla causa cattolica !
In definitiva si tratta di un libro indubbiamente non facile, che talvolta potrebbe risultare un po’ ripetitivo, ma che complessivamente rappresenta
un’opera di indiscusso valore, tenuto conto dei temi affrontati.
Roberto Negri
ETERNAPOLI — SAB 5 E DOM 6 DICEMBRE 2015
tratto dal romanzo Di questa vita menzognera di Giuseppe Montesano
drammaturgia Giuseppe Montesano e Enrico Ianniello
con Enrico Ianniello
regia Enrico Ianniello
Produzione TEATRO FRANCO PARENTI/ TEATRI UNITI
FUORI ABBONAMENTO
In una comica moltiplicazione di voci e personaggi, lungo un interminabile pranzo di Pasqua e Natale colmo di capretti sanguinanti, Bimbe-Salomé,
vongole, purpetiélli, ostriche, Edgar Allan Poe, prosciutti del Matese e minestra maritata, Mahler e musica elettronica, Roberto – il giovane
segretario/discepolo del dandy Cardano – ci conduce nella villa settecentesca dei Negromonte. Costoro, una famiglia di imprenditori napoletani
senza scrupoli, saldamente solidali al potere politico, sono pronti a realizzare il loro folle progetto: trasformare Napoli, tutta Napoli, in Eternapoli,
una città/parco tematico, dove la vita recitata sostituisce definitivamente la vita reale.
Enrico Ianniello torna al Parenti dopo i due successi della scorsa stagione: Un anno dopo e I Giocatori e sceglie di portare in scena in forma di
assolo quello che definisce «un romanzo straordinario, un patinato delirio di modernità, il racconto di un pazzo nella cui testa urlano, si amano,
riflettono, si suicidano, predicano, muoiono o dominano questi personaggi. Un delirio patinato molto, molto simile alla realtà che viviamo».
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L’ANNIVERSARIO — SAB 19 E DOM 20 DICEMBRE 2015
Scritto e diretto da Gianluca d’Agostino
con Gianluca d’Agostino, Antonio Marfella
aiuto regia Carlo Liccardo
scene e disegno luci Carmine De Mizio
musiche originali Luca Formicola
costumi Federica Del Gaudio
foto di scena Emanuele Di Cesare
Produzione: NTS Nuovo Teatro Sanità
NOTE ALLO SPETTACOLO
«Siamo in casa. È il due maggio ed è l’anniversario di Luigi e Lucrezia. Luigi sogna di festeggiare come ha sempre fatto, ma Lucrezia non c’è più.
È andata via quattro mesi prima senza spiegazioni e Luigi non è più uscito di casa. A fargli compagnia invece, in questo che, da felice si è
trasformato in triste giorno, c’è un amico, il quale cerca invano, con ogni mezzo, di smuovere l’uomo da questa situazione di stallo in cui si ritrova.
Ma Luigi è fermo, bloccato, cristallizzato nell’attimo in cui Lucrezia è andata via.
Qualcosa di ambiguo arriverà a rendere ancora più speciale e misterioso questo giorno. E Luigi dovrà fare la sua scelta.
In una chiave decisamente ironica, attraverso il contrasto tra i punti di vista di Luigi e del suo amico, la pièce indaga il rapporto di coppia uomodonna,
giocando su temi come: abbandono, tradimento, gelosia, amore. L’obiettivo è quello di esorcizzare tutto quanto può esserci di patetico e
morboso in una storia d’amore, in modo da liberarsene, restituendo così all’amore la sua essenza primordiale.»
Gianluca d’Agostino
SOTTO VOCE, OMAGGIO A RAFFAELE VIVIANI — SAB 16 E DOM 17 GENNAIO 2016
con Marina Bruno, Elisabetta D’Acunzo, Ernesto Lama
al pianoforte Giuseppe Di Capua
regia di Ernesto Lama
Note di regia
“Spesso facciamo l’errore di affrontare autori come se ci appartenessero, come se avessimo il sapere e il verbo di quello che hanno scritto e fatto.
Da napoletano posso dire che ogni volta che leggo, recito, canto, interpreto, parlo di un testo del grande Viviani, mi viene naturale affrontare il
lavoro con sicurezza e padronanza, ma poi mi do un freno e inizio a lavorare con molta cautela. Il teatro di Viviani è completo, complesso, diverso
da quello di Eduardo, Scarpetta, Petito, grandi che hanno fatto “grande” la storia del nostro teatro.
Viviani racconta la vera natura della terra e degli uomini, le gioie, i dolori, i colori dell’anima, dai più tenui ai più accesi; racconta la strada come mai
nessuno ha fatto.
Bisogna avvicinarsi a tutto questo con rispetto ed umiltà, quasi da straniero, ricercando il vero significato della lingua e viaggiando in questo
meraviglioso mondo, alla scoperta di emozioni e sentimenti.
Viviani è l’assenzio del teatro, che ti fa volare pur restando attaccato al suolo, il dolce sapore con il retrogusto spiritato, la vera essenza del teatro,
quella che si afferra non che si accarezza. Anche se è poesia quando vai a interpretarla la materializzi e diventa la tua vita.” Ernesto Lama
#LAVOROVER40 — SAB 30 E DOM 31 GENNAIO 2016
LIBERAMENTE TRATTO DA “LA DOMANDA D’IMPIEGO” DI MICHEL VINAVER
CON BRUNO TRAMICE, ETTORE NIGRO, LORENA LEONE, CLARA BOCCHINO
Costumi ALESSANDRA GAUDIOSO
Scene CONCETTA CARUSO CERVERA E FRANCESCA MERCURIO
Disegno luci ETTORE NIGRO
Movimenti coreografici LORENA LEONE
Regista Assistente ROSARIO D’ANGELO
Regia BRUNO TRAMICE
NOTE DI REGIA
L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro: da qui l’urgenza di trarre ispirazione dal testo di Michel Vinaver “la domanda Di Impiego”
per tracciare una linea, tra le più problematiche, legata al lavoro. Un peso su cui occorre dibattere e confrontarci. La disoccupazione, restare in
balia di contratti a progetto, essere licenziati o costretti a dare le dimissioni dal mondo lavoro, oggi non è solo un timore ma una realtà quotidiana
fin troppo tangibile, che investe, non solo l’Italia, ma il mondo intero da un cinquantennio e più.
“#Lavorover40”, spettacolo che ho diretto, vuole raccontare, attraverso la storia del protagonista Fage, un dirigente d’azienda di 43 anni costretto a
dimettersi, le possibili ripercussioni che Bruno Tràmicela perdita del lavoro può avere sulla dignità umana entrando fin nella vita affettiva della
famiglia minandone i rapporti e la solidità stessa. Fage, ma potremmo dire, (Marco, Giulia, Giovanni) dopo anni dedicati con fede e lealtà alla sua
azienda, in nome di un progetto comune, di un ideale condiviso e perché no di una visione del mondo, viene rottamato senza la possibilità di
riciclarsi perché a 43 anni, per le logiche aziendali, sei già vecchio.
Per questo motivo, Fage, non si dà pace e cerca di reagire alle conseguenze di tale perdita rivendicando la sua dignità umana e professionale e
fronteggiando tutti i problemi di una serena quotidianità familiare, perduta. È il tempo dei rimpianti, dei dubbi, delle promesse non mantenute, del
se avessi detto ho fatto così, degli esami di coscienza, che come fossero un gioco crudele vengono espletati da cinici e surreali selezionatori del
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personale, con minor esperienza di lui, durante i colloqui attitudinali. Né viene fuori un quadro di una disperata umanità in cui Louise, la moglie,
tenta di arginare la sua solitudine prima che lo porti alla deriva. Dimmi Nathalie, dirà Fage rivolgendosi, non a caso, alla figlia sedicenne: “Perché
lavoriamo? Per guadagnarci la vita? Ma quale vita? Lo so che bisogna dedicarsi a un lavoro, e io sto per dedicarmi a questo niente”
Perché una generazione senza lavoro, oggi, è una vita senza futuro.
IL CIELO DI PALESTINA — SAB 13 E DOM 14 FEBBRAIO 2016
progetto, adattamento e regia di Carlo Cerciello
con IMMA VILLA ed altri 21 attori
scene ROBERTO CREA
musiche originali PAOLO COLETTA
aiuto regia ANDREA DE GOYZUETA
FUORI ABBONAMENTO
Dedicato a FaresUdah, 12 anni, ucciso l’8 novembre 2000 , ad Arafat e a tutto il popolo palestinese.
Lo spettacolo è liberamente tratto da “La terra più amata”, voci della letteratura palestinese.
E’ il disperato omaggio ad un popolo che “non conta niente” sullo scacchiere economico mondiale e che, pur tuttavia, continua l’impari lotta per
sopravvivere a chi gli ha tolto tutto, tranne la dignità.
La speranza che, un giorno, sia il cuore a prevalere sugli interessi, è affidata alla poesia, all’unica forma di rivolta non violenta possibile a uomini
prevaricati, umiliati e dimenticati. Affidando il suo dolore al silenzio della scrittura, il poeta palestinese urla al mondo la tragedia delle sue radici
spezzate. Lo spettacolo è proposto negli ultimi giorni del periodo natalizio, proprio per ricordare, nell’euforica ipocrisia dei buoni sentimenti, del
massimo spreco e dell’ostentata opulenza occidentale, tutti coloro che sono “esclusi dalla festa”.
SUMMIT DI CARNEVALE — SAB 27 E DOM 28 FEBBRAIO 2015
Testo e regia di GIOVANNI MEOLA
con LUIGI CREDENDINO, ALESSANDRO PALLADINO, FERDINANDO SMALDONE
Costumi ANNALISA CIARAMELLA
Scene FLAVIANO BARBARISI | ANNA SENO
Un pranzo. Per sancire una tregua, un’alleanza, una spartizione. Ma non siamo a Pasqua e non c’è l’Agnello Sacrificale. O meglio, non dovrebbe
esserci. Siamo a Carnevale, invece, e a Carnevale può capitare anche un…Arlecchino servitore di due padroni.
Il ‘giuoco delle parti’, sempre quello. Crudo, crudele, estremamente paradossale, antico e moderno. In terra di conquista e spartizione, due uomini
di potere, Marione e Giuseppone, sono il Potere e si sfidano da anni. Uccidendo, sgominando, tendendo trappole. Ma gli anni passano e sfidarsi è
sempre più pericoloso e così, ecco un pranzo di riconciliazione tra le due famiglie. Perché oggi tutto si fa in grande e uno più uno non fa due ma
molto di più se si mette da parte la vendetta e si pensa agli affari. Marione e Giuseppone la pensano così: hanno bisogno di sancire questa tregua,
di sancire questa alleanza, di sancire un potere maggiorato e moltiplicato.
Ma il ‘giuoco delle parti’ si annida ovunque: i due boss pranzeranno bene, rutteranno bene e verranno serviti bene. Ma quando a servire è…
Arlecchino, tutto può succedere. Anche che il ragazzo Elia, quello con un nome da femmina perché finisce con la lettera ‘a’, si chiami in realtà…
Il cinismo è divertente, fa anche ridere, ma quando due boss si sfidano immaginando di avere a portata di mano lo scacco al re, senza accorgersi
di non avere nemmeno più la scacchiera su cui giocare, il divertente diventa tragico e a ridere resta solo chi resta in piedi, l’ultimo, quello crudo,
quello crudele, quello paradossale.
LA BEATITUDINE — SAB 6 E DOM 7 MARZO 2016
di Licia Lanera e Riccardo Spagnulo
drammaturgia Riccardo Spagnulo
con Mino Decataldo, Danilo Giuva, Licia Lanera, Riccardo Spagnulo, Lucia Zotti
luci Vincent Longuemare
assistente alla regia Ilaria Martinelli
organizzazione Antonella Dipierro
tecnico di palco Amedeo Russi
regia e spazio Licia Lanera
produzione Fibre Parallele
coproduzione Festival delle Colline Torinesi, CO&MA Soc. Coop. Costing & Management
e con il sostegno di Consorzio Teatri di Bari – Nuovo Teatro Abeliano
“Una nuova attesa prova come regista e come attrice di Licia Lanera, Premio Ubu come miglior interprete under 35 e Premio Duse (per la
Celestina di Ronconi). È lei, con Riccardo Spagnulo partner principale e anche autore del testo, la protagonista di una scorribanda tra sesso e
potere che, senza dimenticare la solita cattiveria delle Fibre, strizza l’occhio a Foucault, intellettuale da esportazione.”
NOTE
In vita, ricerchiamo la nostra beatitudine e alcune volte essa passa attraverso il sesso. Siamo disposti a correre rischi incalcolabili, a scambiare
ogni cosa, a perdere tutto, pur di raggiungere quello stadio estatico che dura così poco, ma che riesce a nutrire il nostro corpo e il nostro animo di
una felicità che moltiplica la nostra potenza e la nostra gioia di essere in vita.
Questa è una storia in bilico tra reale e irreale, tra tangibile e immaginato, tra materia e pensiero. Una storia di una generazione segnata
dall’insoddisfazione e dall’infelicità, esseri umani che confondono la realtà e la finzione e vanno inconsapevolmente dritti verso la distruzione.
Il teatro stesso è continuamente esposto alla gogna della finzione e per questo, in questi anni dominati dall’iper-realismo, è in pericolo: credere ad
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un attore che recita è faticoso e, in alcuni casi, è diventato superfluo, superato, inattuale. Ma quel teatrante che si agita sul palco, come preso dalla
morsa di una tagliola, ha il potere di trasformare la percezione della realtà di un gruppo di persone che continua a darsi appuntamento in luoghi
chiamati teatri per provare a sentire insieme le stesse cose. Una comunità tenuta assieme da una tensione comune.
Licia Lanera e Riccardo Spagnulo
Laboratori di Teatro e Danza
“RITMOPAROLASENTIMENTO DI ESSERI UMANI”
Anno didattico 2015-16 – da Ottobre a Maggio
INFO: MAURIZIO PICARIELLO 328.4143794
LABORATORIO TEATRALE E DI COMUNICAZIONE ( 20 – 50 ANNI AND OVER)
Resp. Paolo Capozzo
ogni MARTEDI, ore 20.00 - 22.00 - INIZIO ATTIVITA’ Martedì 6 Ottobre
INCONTRO CONOSCITIVO MARTEDI’ 29 Settembre ore 20.00
Rivolto a studenti universitari, poeti stralunati, aspiranti attori, stagisti, oratori, filosofi squattrinati, presentatrici,
docenti, giornalisti. A tutti coloro che quotidianamente “parlano agli altri”.
Cosa vuol dire “Recitare”?
Banalizzando il discorso, potremmo dire che fondamentalmente significa mettersi nei panni di un altro,
sposarne le motivazioni, comprendere la sua emotività, pensare ed agire come farebbe costui. In poche
parole mettere se stessi (corpo, memoria e sentimento) al servizio del “personaggio”.
Se partiamo da questo assunto, potremmo dire che Recitare è sicuramente una questione tecnica (la capacita
di “parlare e agire” in modo formalmente corretto) ma, innegabilmente, richiede molto altro: spirito di
osservazione, capacità analitiche, sensibilità, creatività.
Recitare è un’arte complessa, amante dei dettagli e delle differenze piuttosto che delle generalizzazioni.
E’ il punto di arrivo di un percorso che parte necessariamente da quello che siamo, del nostro rapporto con
noi stessi e con gli altri, prima ancora di dedicarsi all’interpretazione di qualcuno o di qualcos’altro.
Con la superficialità propria delle sintesi, possiamo spingerci oltre, fino ad affermare che Comunicare significa
interpretare se stessi, trasmettere agli altri la propria verità, il proprio punto di vista (ad averne uno) senza
interferenze esterne.
Di solito quando parliamo ad/con altre persone trasmettiamo piccoli messaggi involontari, densi di
informazioni. Si tratta di segnali microscopici, impalpabili, che sfuggono al nostro controllo e che invece
“comunicano” molto più delle parole che pronunciamo.
Solo una piccola parte dell’informazione che trasmettiamo appartiene alle “parole”, il resto è detenuto dal tono
della voce, dalla postura, dalla direzione dello sguardo, dalla gestualità delle mani e del volto.
E’ l’insieme di questi “segni” che rende credibile o meno l’interpretazione di un personaggio, che premia
l’enfasi di un discorso, che ripaga l’intensità di uno sguardo alla telecamera.
Il laboratorio funzionerà come una vera e propria palestra in cui alleneremo e potenzieremo l’unico strumento
(corpo-voce) che abbiamo per comunicare/recitare.
Indagheremo su ritmi/toni/gesti/posture/contesti/energie che condizionano la nostra comunicazione,
individueremo le nostre debolezze emotive ed impareremo a gestirle. Faremo decine e decine di esercitazioni
e apprenderemo tecniche di base nell’ambito delle seguenti discipline:
Respirazione
Uso della Voce
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Dizione e corretta pronuncia
Analisi del comportamento
Azioni quotidiane ed extraordinarie
Linguaggio del Corpo
Durante il percorso si prevede la realizzazione di Stage e Seminari con le Compagnie che popoleranno la
Stagione Teatrale del Teatro 99Posti.
LABORATORIO TEATRALE PER BAMBINI/E (7-13 ANNI)
ogni MARTEDI 17.30/19.30 - INIZIO ATTIVITA’ Mart 6 Ottobre
INCONTRO CONOSCITIVO MARTEDI’ 29 Settembre ore 17.30
LABORATORIO TEATRALE PER RAGAZZI/E (14-19 ANNI)
ogni LUNEDI 19.00/21.00 - INIZIO ATTIVITA’ Lun. 5 Ottobre
INCONTRO CONOSCITIVO LUNEDI 28 Settembre ore 19.00
Per liberare le immense potenzialità espressive dei bambini e dei ragazzi, e indirizzare le loro energie in un
percorso di crescita artistica, che migliorerà sicuramente gli approcci relazionali.
“… e se fossi un tappeto?”
a cura di Elena Spiniello e Maurizio Picariello
Il laboratorio teatrale è uno spazio privilegiato per liberare le immense potenzialità espressive dei bambini e
dei ragazzi, e indirizzare le loro energie in un percorso di crescita artistica che influirà positivamente anche su
quelle difficoltà relazionali proprie di questa età, favorendo una maggiore esposizione nei confronti degli altri e
agevolando i rapporti interpersonali.
Il laboratorio si suddividein due parti fondamentali: la prima mirata ad un lavoro sull’ espressività, sulla
riproduzione comandata di differenti stati d’animo, sull’uso della voce e sul movimento nello spazio scenico
etc..; la seconda, finalizzata alla messa in scena di un testo teatrale.
OBIETTIVI
Scoperta del corpo
Migliorare la coordinazione e l’orientamento spazio-temporale
Valorizzare e scoprire l’importanza della propria fisicità al fine di maturare il rispetto nei confronti del proprio
corpo e di quello degli altri.
Imparare a comunicare attraverso il proprio corpo e saperlo gestire con padronanza, imparando a controllare i
propri impulsi.
Esercitarsi nell’immedesimazione sfruttando l’utilizzo delle proprie caratteristiche corporee per trasformarsi di
volta in volta a seconda dell’esercizio e della situazione.
Scoperta delle emozioni
Imparare ad individuare le macro-emozioni nel proprio vissuto quotidiano.
Riuscire ad immedesimarsi in queste con l’aiuto di stimoli esterni (ad esempio l’uso della musica, immagini,
colori,).
Imparare a gestire le emozioni e a veicolarle.
Stimolare la conoscenza e l’ascolto di se e dell’altro.
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Migliorare la comunicazione stimolando l’ascolto reciproco all’interno del gruppo, saper comunicare a livello
dinamico-relazionale con i simili e gli adulti.
Riacquistare identità, coscienza del proprio ruolo nel gruppo.
Stimolare all’idealità come attitudine al fare e proiezione all’aggregazione contro l’individualismo e la solitudine
esistenziale.
Acquistare fiducia nei confronti degli altri e della realtà.
Educare all’autonomia, alle libere scelte individuali in uno spazio di sana convivenza.
LABORATORIO DI DANZA CONTEMPORANEA (0 – 99 ANNI)
ogni LUNEDI dalle 21.00 alle 22.30 - INIZIO ATTIVITA’ Lun. 5 Ottobre
INCONTRO CONOSCITIVO LUNEDI’ 28 Settembre ore 21.00
Resp. ANTONELLA DE ANGELIS
Il corso e’ rivolto a tutti coloro che desiderano mettersi in gioco con il corpo che amano esprimersi attraverso
la danza e attraverso il suo potenziale creativo.
Per chi avrebbe sempre voluto entrare nel meraviglioso mondo della danza , per chi lo ha già conosciuto e
vuole riprenderselo, per chi è già sul percorso, per chi non ha età, per chi vuole trovare vie di uscita per le
proprie emozioni, per chi vuole travalicare i propri limiti attraverso la danza. L’obbiettivo e’ quello di riattivare le
qualità dinamiche del corpo e metterle al servizio dell' espressione attraverso il movimento. Sentimenti, eventi,
immagini prendono forma nel nostro corpo e diventano linguaggio. Impareremo semplici elementi tecnici della
danza per arricchire il vocabolario e la forza del gesto per entrare in rapporto con lo spazio e il tempo in cui ci
muoviamo
La forza espressiva del teatro si unisce alla bellezza delle forme della danza ed il lavoro creativo e’ proprio
frutto di una continua ricerca tra teatro e danza, sulle possibilità di arricchirsi reciprocamente. La lezione ha lo
scopo di risvegliare le varie parti del corpo e la consapevolezza, utilizzando nella prima fase elementi di
stretching ,tecniche di respirazione e floorwork, creando una stretta connessione mentale e fisica. Questo
favorisce un fluire di energie che ci conducono in una seconda fase in cui musicalità e dinamica entrano in
gioco fino ad arrivare alla parte conclusiva in cui la coreografia diventa protagonista assoluta. Lezione
contemporanea/ modern dinamica , dallo stile personale ed interpretativa.
IL TEATRO 99POSTI
Un po’ di Storia
La prima vita
Il Teatro 99POSTI è nato per la “prima volta” nel 2002, grazie all’impegno e al lavoro del Co.C.I.S.
(Coordinamento delle Compagnie Irpine di Spettacolo), che tramite un accordo con il Comune di
Mercogliano ha preso in carico, ripulito ed attrezzato uno dei tanti centri sociali eretti nel “postterremoto”
e da molti anni ormai in stato di abbandono e di degrado, restituendolo alla cultura, al
territorio e ai cittadini.
La seconda vita
Nel 2007 il Co.C.I.S. ha commissionato un progetto di ristrutturazione, grazie al quale il Comune di
Mercogliano ha potuto usufruire di fondi regionali per la ristrutturazione del Teatro.
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A seguito di un appalto pubblico e dopo 5 anni (!) di chiusura per i lavori necessari, nell’Ottobre del
2012 il 99Posti finalmente ha ripreso le proprie attività.
COSA VORREMMO ESSERE
Il Teatro 99Posti si propone come spazio aperto, laboratorio permanente, centro di confronto, di
collaborazione e di sperimentazione di linguaggi di scena, teatrovetrina e sede di manifestazioni di
respiro nazionale ed internazionale.
La struttura, di 96 posti ( -3 a seguito della ristrutturazione), si trova in prossimità dell’uscita Avellino
Ovest dell’autostrada A16 – Napoli Canosa – ed è dotata di uno spazio scenico ampio che permette
la messa in scena di spettacoli di “discrete” dimensioni (vedi sotto, “scheda tecnica”).
Per permettere alle compagnie ospitate di abbattere i costi di trasferta, e di conseguenza al teatro di
minimizzare il costo dell’evento che ospita, il 99Posti si è dotato di una piccola foresteria interna che
può ospitare fino a 7 persone e una serie di convenzioni con strutture ricettive della zona.
** NOTA: il teatro 99Posti non riceve alcun tipo di contributo pubblico, pertanto ogni attività (festival,
laboratorio, rassegna o conferenza che sia) deve essere in grado di auto-sostenersi. Gli unici
contributi certi che il 99Posti riceve arrivano dalle attività del Co.C.I.S., che lo sostiene attraverso il
proprio lavoro a titolo gratuito (accoglienza, sbigliettamento, segreteria, etc.) e lo finanzia con gli
incassi dei propri spettacoli (sia quelli fatti al 99Posti sia quelli replicati in altre strutture e teatri).
IL “TEATRO” CHE CI PIACE OSPITARE
Ci piace ospitare compagnie giovani, che propongono la propria idea di teatro contemporaneo e di
innovazione.
Ci piace che ogni volta il nostro pubblico resti sorpreso da messe in scena mai banali, da regie
coraggiose, dalla qualità degli interpreti, dall’accuratezza dei dettagli.
SCHEDA TECNICA DEL TEATRO
LARGHEZZA BOCCASCENA 8MT
PROFONDITA’ PALCO MAX 8MT
QUADRATURA DEL NERO
NIENTE SIPARIO
GRATICCIO SU TUTTA L’AREA DEL PALCO
ALTEZZA GRATICCIO 4,80MT
AMERICANA MOTORIZZATA A CIRCA 3MT FRONTE PALCO
PARCO LUCI
POTENZA MAX IMPIANTO 6KW
DIMMER 12 CANALI DA 2000W L’UNO
MIXER LUCI 48 CANALI CON MEMORIA
FARI N. 19 ELEMENTI DI CUI:
8 SPOT DA 1000W LENTE FRESNEL
8 PCDA 1000W LENTE CONVESSA
3 SAGOMATORI DA 1000W
AUDIO
MIXER 8 CANALI CON 2 CASSE PREAMPLIFICATE DA 400W
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4 RADIOMICROFONI AD ARCHETTO
1 RADIOMICROFONO A GELATO
2 MICROFONI CON FILO
1 VIDEOPROIETTORE
1 FONDALE 4MT x 6MT PER PROIEZIONE BIANCA.
CO.C.I.S.
CHI SIAMO
Il Coordinamento delle Compagnie Irpine di Spettacolo (Associazione senza scopo di lucro conosciuta
come Co.C.I.S.) nasce nel 1996 come COOPERAZIONE DI IDEE E DI RISORSE ad opera di varie realtà
Teatrali e Musicali Irpine operanti sul territorio ed in campo nazionale.
Nato inizialmente per superare i limiti organizzativi, logistici ed economici delle compagnie che lo fondano, il
Co.C.I.S. è divenuto ben presto un punto di riferimento importante nel panorama Teatrale-Musicale della
provincia Irpina, riuscendo a radunare intorno ai propri progetti la maggior parte delle compagnie amatoriali e
molte professionalità artistiche, irpine e non, riuscendo a creare con esse una fitta rete di cooperazione: molte
decine di persone che, a vario titolo, collaborano con il Co.C.I.S. partecipando alla organizzazione e alla
realizzazione dei progetti del Coordinamento.
OBIETTIVI
Il Co.C.I.S. nasce con una serie di obiettivi precisi, esplicitati anche nel proprio statuto, che persegue
quotidianamente e che sinteticamente esponiamo di seguito:
1) Attrezzare e gestire uno spazio per creare un centro permanente della cultura teatrale (vedi Teatro
99Posti)
2) Coordinare un’azione comune delle compagnie sul territorio, pur preservandone le singole
caratteristiche e peculiarità (vedi Festival “A gghiuorni luci”);
3) Creare dei circuiti alternativi e organizzare rassegne e festival di grande richiamo;
4) Progettare e realizzare un laboratorio stabile in ambito teatrale e tecnico-teatrale e dello spettacolo in
generale;
5) Coprodurre spettacoli da proporre in circuiti nazionali e internazionali;
6) Progettare, organizzare e gestire laboratori teatrali per le scuole e manifestazioni specifiche rivolte ai
ragazzi e ai bambini.
LE COSE FATTE
A partire dal 2002, anno ufficiale di nascita del Teatro 99 Posti, il Coordinamento ha
1 ripulito, a rredato ed attrezzato il luogo
2 censito le compagnie teatrali operanti sul territorio della provincia di Avellino
3 reso viva la struttura e l’ha fatta conoscere in Campania come uno dei luoghi più propositivi e
attenti al teatro contemporaneo e di innovazione
4 dato via ad una serie di progetti in collaborazione col Comune di Mercogliano, finalizzati a
rendere il 99Posti il Teatro Comunale della Città, investendo proprie risorse economiche e
professionali.
5 prodotto spettacoli, organizzato festival, rassegne, laboratori, eventi:
Migliaia di eventi spettacolari (molti dedicati a bambini e ragazzi)
Diverse centinaia di compagnie ospitate
Festival Irpino di Teatro “A gghiuorni luci”
Rassegne di Cabaret
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Rassegne di Teatro contemporaneo e d’innovazione
Rassegne di Teatro Danza
Laboratorio teatrale stabile per adulti
Laboratorio teatrale stabile per ragazzi
Laboratorio di Teatroterapia per bambini autistici (con ASL N.2 di Avellino)
Molti stage e corsi di formazione monografici per Attori e Scenotecnici
Varie produzioni con cui ha partecipato a numerose rassegne, festival ed eventi spettacolari in tutta Italia
ricevendo diversi premi e riconoscimenti.
 

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